Consultazione sull’accessibilità oscurata per alcune ore dal sito dell’Agenda Digitale Italiana

bacchetta magicaBlindsight Project sta seguendo una consultazione pubblica dell’Agenda Digitale Italiana (Leggi il nostro articolo sull’accessibilità dei siti istituzionali), in particolare una proposta che riguarda l’accessibilità degli atti degli enti pubblici: Piena accessibilità per i disabili agli atti dei pubblici enti

La consultazione è stata presentata oggi, 16 maggio, nel Forum P.A., anche alla presenza del nostro presidente del consiglio Monti. Alcune consultazioni, però, fin da ieri sera sono state oscurate, con lo status “in attesa di moderazione”, non più raggiungibili attraverso il link nè elencate nelle sezioni del sito che dovevano essere presentate nel Forum P.A.
Alcuni utenti, visitatori o creatori delle proposte oscurate, hanno segnalato l’accaduto e dopo qualche ora, chissà perchè in coincidenza con il termine del Forum P.A., queste “idee” sono state ripristinate con le scuse dei moderatori.
Sorgono spontanee alcune domande, in parte esplicitate dagli stessi che hanno segnalato il disservizio:
1) Perché “nascondere” dalla lista delle idee più popolari alcune di esse in un giorno politicamente così rilevante?
2) Come mai il disservizio è stato spiegato, dai moderatori, come la necessità di una correzione dei tag e categorie, ma le idee ripristinate sono rimaste nella stessa originaria categoria e con gli stessi tag?
3) Perché queste “idee” sono state oscurate esattamente nel giorno in cui era prevista la “fotografia” della consultazione pubblica strutturata, traslata nel rendiconto tecnico da presentare nel Forum P.A.?
Scrive uno degli autori delle proposte oscurate: “Noi, che in quella fotografia avremmo dovuto avere un posto in prima fila, un attimo prima dello scatto siamo scomparsi.” Leggi tutto: Consultazione sull’accessibilità oscurata per alcune ore dal sito dell’Agenda Digitale Italiana

Siti istituzionali. Quando, finalmente, saranno tutti davvero accessibili?

Dalla legge Stanca promulgata nel 2004 fino ad arrivare alle linee guida del 2011, cosa è stato fatto?
Nel 2006, in alcune interviste ad alcuni dei maggiori esponenti italiani sul tema accessibilità, si leggeva: “Il 2006 dovrà essere l’anno dell’accessibilità, in quanto entro il mese di agosto dovranno essere adeguati i contratti in essere ed entro la fine dell’anno le P.A. centrali dovranno sviluppare siti accessibili secondo i requisiti. Vi è stato un rallentamento nell’applicazione dovuto anche alla mancanza di conoscenza della norma da parte dei funzionari delle P.A., che ancora oggi in gran parte ne ignorano l’esistenza” (Roberto Scano: porte aperte sul web).
“Entro l’8 agosto 2006 tutti i contratti in essere l’8 agosto 2005, in caso di rinnovo, modifica o novazione, devono essere già adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità. Dall’8 agosto 2005 i contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET possono essere dichiarati nulli quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal DM 8 luglio 2005” (Antonio De Vanna: porte aperte sul web).
Oggi parliamo di Agenda Digitale Italiana (www.agenda-digitale.it) e di quanto l’accessibilità sia presente nell’Ideario (http://adi.ideascale.com/), la consultazione pubblica avviata in questi giorni.
Chiediamo a Livio Mondini (Ufficio Accessibilità del CNIPA, Osservatorio per l’accessibilità dei servizi della PA, Formez), cosa ne pensa del lavoro fatto finora e cosa, secondo lui, ci sarebbe ancora da fare:
“Ho seguito il difficile cammino dell’accessibilità in questi cinque anni, a contatto diretto con le amministrazioni e fornendo dove necessario consigli e strumenti per la risoluzione delle tematiche da affrontare. Contrariamente a quello che comunemente si pensa, ho sempre incontrato sviluppatori e persone attente a questo problema, sia a parole sia nei fatti. Leggi tutto: Siti istituzionali. Quando, finalmente, saranno tutti davvero accessibili?

ACCESSIBILITA’ NEL WEB: FIUMI DI PAROLE

E’ stato pubblicato un articolo che riguarda l’accessibilità nel web e relative leggi, al quale stanno seguendo vari commenti, tra questi anche quello di Laura Raffaeli (presidente di Blindsight Project). Il commento di Laura spegne ogni possibilità di polemica o dilungamento sul significato della parola “accessibilità”, perché riporta tutti al centro del problema, e cioè che il web dev’essere accessibile per tutti, e che non ci si può far chiamare webdevelopper o webmaster se non si conosce uno screen reader, l’unico mezzo alla fine che concretamente fa da test ad un sito e alla sua fruibilità da parte di tutti, disabili visivi compresi.
Il commento di Laura è questo:
“Parliamo di inaccessibilità, anziché scrivere un’odissea sulla parola accessibilità: siamo nel 2012 e l’Italia è ferma ai primordi di internet per questa cosa. Se ne parla troppo ma concretamente che è cambiato?
Questo sito non è accessibile. Non è accessibile la modalità per registrarsi e votare/commentare. Riguardo la parola io non mi ci fermo, visto che sono cieca e appartengo alla fascia di utenti da integrare prevista dalla legge. Non posso fermarmi su una parola, quale accessibilità, visto che il mio screen reader impazzisce in un sito come questo. Sono un’incapace perché sono un’ex vedente? Forse, ma non siamo pochi ad essere “incapaci! Mai prendere come campione lo smanettone di turno, anche se cieco: la realtà parla di migliaia di ciechi e ipovedenti italiani in difficoltà nel web, pertanto inutile parlare di lessico. Come sempre propongo a tutti, per primi i vedenti, di scaricarsi uno screen reader (ad esempio NVDA che è gratis), spegnere lo schermo del proprio pc , e navigare. Vi accorgerete che chi si fermerà sul concetto della parola apparterrà di sicuro ad una ridottissima minoranza. Leggi tutto: ACCESSIBILITA’ NEL WEB: FIUMI DI PAROLE

Accessibilità nella Pubblica Amministrazione: i documenti elettronici

Perchè un sito web possa definirsi accessibile, anche i documenti pubblicati al suo interno dovrebbero essere tali. I documenti elettronici, per poter essere letti dai supporti di tecnologia assistiva, devono essere redatti con particolari accorgimenti. In questi giorni l’Agenda Digitale Italiana ha avviato una consultazione pubblica, nella quale è stato pubblicata una proposta a proposito dei documenti elettronici accessibili (che invito a votare sul sito ADI: Piena accessibilità per i disabili agli atti dei pubblici enti).

Il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale, è entrato in vigore a gennaio 2011, (Decreto legislativo n. 235/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 2011, n. 6).
Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale costituisce un insieme organico di norme che si pone l’obiettivo di creare le condizioni giuridiche e organizzative perché si possa finalmente completare il passaggio da un’amministrazione basata su carta e sul riconoscimento de visu dei cittadini ad una “amministrazione digitale” (come alcuni direbbero, una “amministrazione web 2.0”), ispirata a modelli operativi e strumenti di comunicazione in grado di sfruttare appieno i vantaggi e le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Nella prefazione si legge:
Il Codice rende obbligatoria l’innovazione nella pubblica amministrazione nel modo più naturale: da una parte, dando ai cittadini diritti e strumenti per interagire sempre, dovunque e verso qualsiasi amministrazione attraverso Internet, posta elettronica, reti; dall’altra, stabilendo che tutte le amministrazioni devono organizzarsi per rendere disponibili tutte le informazioni e tutti i procedimenti in modalità digitale, sempre e comunque.
Vengono inoltre introdotte misure premiali e sanzionatorie, consentendo alle pubbliche amministrazioni di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali. Leggi tutto: Accessibilità nella Pubblica Amministrazione: i documenti elettronici

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