<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<notizia>
  <author>BLINDSIGHT</author>
  <authorized type="boolean">true</authorized>
  <created-at type="datetime">2009-02-15T14:23:38+01:00</created-at>
  <description>TRENTO. Francesca non viene fatta gareggiare in piscina. Motivo: &#232; non
vedente, perci&#242; potrebbe causare problemi alla propria sicurezza e a
quella delle altre concorrenti. Immagino sbandando. Scandalo?
Certamente. &#200; talmente e smaccatamente scandaloso che non avrei voluto
dire nulla: ogni commento &#232; superfluo e pu&#242; risultare addirittura banale.

Poi la notizia, per la frenesia della cronaca dei nostri tempi, &#232; gi&#224;
vecchia: ha una settimana. Mi permetto di farci ugualmente delle
riflessioni: quelle non invecchiano mai. Non avrei voluto dir nulla, poi
si sa come vanno queste cose. C'&#232; chi ti telefona per sollecitarti. C'&#232;
chi ti ricorda che hai vissuto episodi simili... &#171;A te non avevano
negato l'idoneit&#224; all'adozione di un figlio perch&#233; con la tua
iperattivit&#224; non accettavi il tuo handicap?&#187;, si arrabbia un amico.
Vero. Ma &#232; acqua passata da quasi dieci anni, acqua che mi ha bagnato e
che con l'aiuto della moglie e dei due figli abbiamo spazzato via. &#200; fin
troppo facile, oggi, contestare a quel &#171;povero cristo&#187; di arbitro la
decisione scellerata: &#232; talmente facile che sembra di maramaldeggiare. &#200;
perfino troppo facile chiedergli se abbia mai visto in tiv&#249;, lui che
dovrebbe essere un uomo di sport, le Paralimpiadi. In quell'occasione,
come in tante altre, in vasca scendono solo disabili, i quali possono
scontrarsi, farsi male a vicenda, tanto sono disabili... Ma non accade.
Avr&#224; mai visto quel signore i ciechi sciare, con il rischio di fare
morti, feriti e contusi sulle piste? Non contester&#242;. Una riflessione,
tuttavia, s'impone, perch&#233; viviamo nella societ&#224; dei paradossi. Mentre a
Francesca negano il diritto di partecipare ad una gara di nuoto, al
&#171;Grande fratello&#187; fanno partecipare, con grande clamore, un cieco, e
magari (in nome del politicamente corretto, o del pietismo? O
dell'audience?) lo faranno pure vincere. O comunque lo escluderanno fra
gli ultimi. Certo, tanta strada &#232; stata fatta verso il traguardo in
salita dell'integrazione dei disabili (detesto, lasciatemelo dire, il
termine diversamente abili, che sia pure in buona fede, magari
inconsciamente, ha reintrodotto la parola diverso), tanta strada,
dicevo, &#232; stata fatta verso l'integrazione nella societ&#224;. Ma molta,
molta di pi&#249; ne resta da fare. Perch&#233; sar&#224; pur vero che nella scuola
normale trovano pos to i ragazzi con difficolt&#224;, ma ancora troppo spesso
sono parcheggiati, pi&#249; che integrati. E sar&#224; pur vero che nel mondo del
lavoro trovano spazio i portatori di deficit, ma sono ancora molte le
aziende che rifiutano di ottemperare alla legge sul collocamento
obbligatorio, magari al prezzo di una semplice multa. E comunque sono
ancora molti gli esempi di inserimento, ma non di integrazione, non di
inclusione. Credo non serva a nulla, o a poco senz'altro, stracciarsi le
vesti quando accadono episodi come quello vissuto suo malgrado da
Francesca, che ti mettono di fronte alla stupidit&#224; umana. Anche perch&#233;
davanti all'emozione del momento tutti sanno fare grandi propositi,
salvo poi dimenticarsene con una velocit&#224; stupefacente. Il problema &#232;
culturale. A preoccuparmi &#232; il fatto che viviamo nella societ&#224; dei
recinti. Ci sono i recinti stabili, ossia le famiglie, che si fanno
carico nel silenzio e nella sofferenza quotidiana dei figli
&#171;sventurati&#187;, e i centri specializ zati (laboratori protetti,
cooperative sociali, collegi) cui si delega l'accoglienza delle persone
in difficolt&#224;. E poi ci sono i recinti provvisori: le &#171;lampeduse&#187; che
&#171;incrostano&#187; lo stivale per i migranti in attesa di essere rispediti a
casa loro. Tutto ci&#242; che crea paura deve essere rinchiuso in un recinto,
affinch&#233; non possa nuocere o semplicemente arrecare ansia, per non dire
disturbo alla quiete pubblica: gli animali feroci, i matti, i potenziali
delinquenti e... i &#171;diversi&#187;. Scusate la battuta: non lo sosteneva pure
un certo Hitler?
Giuliano Beltrami
Giornalista, dirigente della Cooperazione trentina, &#232; cieco dalla nascita
fonte: L'Adige 14-02-2009
</description>
  <id type="integer">140</id>
  <pubdate type="datetime">2009-02-15T00:00:00+01:00</pubdate>
  <title>Esclusa perch&#233; cieca, paura del &#171;diverso&#187;</title>
  <updated-at type="datetime">2009-02-15T14:23:58+01:00</updated-at>
  <url>http://blindsight.eu/notizias/136</url>
</notizia>
