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Sono sorda, aiutatemi a studiare
25/03/2009

Paola Massa: «Al campus non c'è l'interprete, come mi laureo?» Ma dall'ateneo rispondono: abbiamo offerto un supporto tecnico, la ragazza non l'ha accettato
FISCIANO — Si chiama Paola Massa ed è una studentessa dell'Università degli Studi di Salerno affetta da sordità. Iscritta da due anni a Scienze dell'Educazione, non ha potuto seguire i corsi né sostenere esami perchè manca il servizio di interpretariato di lingua dei segni italiana. Dopo essersi rivolta più volte all'Ens (Ente Nazionale Sordi)
di Salerno che, a sua volta, è intervenuto sulla questione per ottenere risposte, Paola ha espresso tutto il suo disagio, con un volantino, fatto girare per le aule del campus di Fisciano, chiedendo un intervento celere che le dia l'opportunità di seguire il suo percorso universitario, altrimenti dovrà, purtroppo, trasferirsi altrove, in un ateneo che abbia già attivo il servizio da lei richiesto. Un servizio per il quale, una commissione, istituita appositamente con la presenza di un rappresentante dell'Ens, ha già stilato una graduatoria, il cui decreto di approvazione degli atti si è concluso alla fine dello scorso mese di ottobre. Dopo i canonici trenta giorni per l'affissione all'albo, la pratica è stata trasferita dall'ufficio per il diritto allo studio all'ufficio reclutamento che avrebbe dovuto iniziare le chiamate dei nominativi in graduatoria. Il meccanismo, però, deve essersi inceppato. Tra pensionamenti e trasferimenti di ufficio, qualcosa in questi passaggi non deve aver funzionato dal momento che, ad oggi,
ancora non è presente un interprete ad aiutare Paola.
C'è, però, da dire che alla ragazza fu offerto un supporto tecnico, ovvero, un portatile con un software che trasforma le parole in testo, così da poter seguire le lezioni. Un aiuto che Paola non ha accettato, in attesa del servizio di interpretariato.
«Ho bisogno di questo servizio - spiega Paola - anch'io voglio frequentare l'università ed avere la possibilità di laurearmi. E non sono sola, ci sono altri miei coetanei con la mia stessa disabilità che vorrebbero avere la possibilità di frequentare i corsi e laurearsi.
Molti studenti hanno preferito trasferirsi in altri atenei. A Bologna,
per esempio, dove i servizi ai disabili sono ottimi». E infatti, con lei ieri mattina c'era anche Alfonso Marrazzo, residente in provincia di Salerno, ma, di fatto, trasferitosi a Bologna dove è iscritto a Lettere e Filosofia, con specializzazione al Dams. «All'università di Bologna siamo in trenta, affetti dalla stessa patologia - interviene Alfonso - Lì ci sono persone udenti che conoscono la lingua dei segni e che accompagnano gli studenti disabili nel loro percorso universitario». Dei sei studenti non udenti iscritti all'ateneo salernitano, è rimasta solo Paola che non si vuole dare per vinta. Ieri, finalmente, qualche risposta. Pare, infatti, che l'università, che risulta la terza in Italia per i servizi ai disabili, con punto d'eccellenza il Laboratorio H,
abbia iniziato a contattare le persone selezionate già in graduatoria, così da accelerare l'inizio del servizio di interpretariato.
fonte: Corriere del Mezzogiorno 25-03-2009


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