Logo Blindsight Project
Mappa del sito News Feed RSS
Home
Chi siamo
Cane guida
Campagne
Eventi
News
Gallery
Download
Soci
Donazioni
Letture online
Vacanza GAIA:R.D.A.
Unione astrofili italiani
Orba Moderna E-Magazine
Links amici
Contatti

Radio Blindsight Clicca il logo per ascoltare (se non riesci ad ascoltare la web radio, vai alla sezione Gallery del sito) Blindsight Tv Clicca il logo per i video

Orecchie artificiali contro la sordità
17/04/2009

La ricerca dello staff del professor Alessandro Martini è ora rivolta all’impiego delle cellule staminali.
Audiologia, già 500 interventi per l’impianto cocleare.
Esperimento pilota col progetto Nanoear grazie al contributo della fondazione Carife FERRARA. «Bene capo», risponde al medico che gli chiede come sta. Se fosse nato 15-20 anni fa quelle due parole non avrebbe mai potuto pronunciarle, il piccolo M. E’ sordo dalla nascita, a collegarlo con i suoni del mondo è l’impianto cocleare inserito dai medici dell’Audiologia del S. Anna. A maggio eseguiranno il cinquecentesimo intervento. Ma dietro l’angolo, ora, ci sono le cellule staminali.
Il professor Alessandro Martini dirige l’unità di Audiologia (4 medici strutturati, 2 a contratto, 5 audiometristi, 3 logopediste) e deve lavorare con cellule particolari: «Hanno una vita sola - dice - basta un rumore eccessivo a ucciderle, a volte una forma virale o un problema vascolare. E’ un sistema delicato, l’orecchio, ha un’attività intensa e consuma più ossigeno di altri organi importanti come cuore e cervello».
Alcuni pazienti non sentono già al momento della nascita, altri acquisiscono la sordità in altri stadi della vita (si può perdere l’udito anche durante un intervento chirurgico che richiede la circolazione sanguigna extracorporea). L’impianto cocleare è una soluzione, tanto più efficace quanto si interviene tempestivamente in caso di sordità congenita. «Questo però richiede un intervento chirurgico - osserva il professor Martini - e anche se questa è oggi l’unica strada che abbiamo per “vincere” la sordità grave, anche altre sono le direzioni in cui si sta muovendo la ricerca. Una delle più battute, oggi, è quella delle cellule staminali. Grazie al loro uso si potrebbe evitare il lavoro del chirurgo».
Le cellule possono essere prelevate da qualsiasi organo, non solo dagli embrioni (in Italia non si può) ma anche dal cordone ombelicale o da tessuti adulti. «Noi abbiamo pubblicato alla fine del 2008 un lavoro su una rivista americana, Cell Transplantation”, dopo aver eseguito un esperimento sui topi. Sono state inoculate cellule staminali nella coda e abbiamo verificato che attraverso il circolo sanguigno hanno raggiunto l’orecchio interno contribuendo al ripristino parziale della capacità uditiva».
L’esperimento è stato svolto grazie al contributo della Fondazione Carife, che sostiene finanziariamente vari gruppi di ricerca ferraresi che partecipano al progetto “Stamina”. La ricerca viene svolta in collaborazione con l’equipe del professor Roberto Revoltella, del Cnr di Pisa.
Attorno al laboratorio di Bioacustica, al Mammut, e al progetto “Nanoear” lavora una decina di laureati a contratto in biologia e bioingegneria. «Le cellule staminali esogene (prelevate da altri soggetti, ndr) devono stimolare quelle endogene, adulte ma dormienti, ad attivarsi - spiega Martini - Per cercare di raggiungere questo traguardo si possono impiegare nanoparticelle che veicolano farmaci, geni o cellule staminali. I problemi da affrontare sono molti, per esempio cercare di capire come evitare eventuali effetti collaterali, in particolare tossici, ma c’è anche un aspetto non secondario: queste ricerche hanno un notevole costo, sia di materiali sia di personale».
Il 29 maggio a Ferrara si terrà un convegno sotto l’egida dello Iuss,
istituto dell’ateneo, sulla terapia della sordità. Se gli esperimenti condotti con le cellule in grado di rigenerarsi produrranno risultati,
in futuro l’impianto cocleare potrebbe diventare obsoleto. La prima tecnologia monocanale, quella più primitiva, risale ai primi anni 80, quella multicanale alla fine degli anni 80. Al S. Anna l’equipe del professor Martini l’ha adottata dalla metà dello scorso decennio. Dopo una dozzina di anni e quasi 500 dispositivi impiantati, l’unità di Audiologia di Ferrara richiama il 70% dei pazienti da fuori regione mentre l’80% degli interventi viene effettuato in bambini nati con gravi problemi uditivi e che non avrebbero mai potuto imparare a parlare.

di Gioele Caccia fonte: La Nuova Ferrara 15-04-2009


BLINDSIGHT

Indietro

Accesso utenti:

Login:

Password:

Registrati

Utenti registrati: 107


FAI UNA DONAZIONE A BLINDSIGHT PROJECT: SOSTIENI I NOSTRI OBIETTIVI E AIUTACI A REALIZZARE I NOSTRI PROGETTI!

Clicca su:

banner Dai il tuo 5 per mille a Blindsight Project


DIVENTA FAN DI BLINDSIGHT PROJECT SU FACEBOOK!

Clicca sul logo e diventa fan di blindsight project


ORBA MODERNA E-MAGAZINE (pubblica gratis i tuoi comunicati, news, articoli)

Clicca ed accedi ad Orba Moderna