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Ecco come i ciechi vedono il mondo
07/09/2009

Il professor Pietrini: i neuroni specchio funzionano anche per loro Lo studio ha avuto ampia risonanza nel mondo scientifico
PISA. Riuscire a conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano: il cervello umano sa farlo grazie ad una cabina di regia molto speciale, capace di ricavare informazioni utili da tutti i sensi. Tanto che cellule nervose finora considerate il motore dell’imitazione visiva, i cosiddetti “neuroni specchio”, sono presenti e funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita.
È quanto emerge dai risultati di un’innovativa ricerca pisana pubblicata sul “Journal of Neuroscience” e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del Dipartimento di medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica dell’Università di Pisa, diretta da Mario Guazzelli, e con il Laboratorio di risonanza magnetica della Fondazione “Monasterio” di Pisa.
«L’interrogativo da cui siamo partiti - spiega Emiliano Ricciardi, primo autore della ricerca - era se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall’esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori».
Così il team di studiosi ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per esaminare come rispondeva ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari ciechi dalla nascita, e di un gruppo di vedenti. Gli stimoli erano suoni di azioni come versare l’acqua in un bicchiere, bussare alla porta, applaudire, battere su una tastiera e altri. Si è osservato che i neuroni specchio dei non vedenti si attivavano al suono di queste azioni in maniera analoga all’attivazione osservata nei volontari sia quando vedevano compiere le stesse azioni, sia quando ne udivano i relativi rumori.
«I risultati - commenta il professor Pietrini - dimostrano che il sistema dei neuroni specchio, considerato fondamentale per comprendere il comportamento e le intenzioni degli altri, è indipendente dall’esperienza visiva. Questo spiega come chi non ha mai visto riesca ad interagire in maniera efficace con l’ambiente che lo circonda e ad imparare dagli altri. Il cervello è in grado di rappresentarsi il mondo esterno utilizzando tutte le informazioni, a prescindere da una singola specifica modalità sensoriale, ed utilizzando le medesime strutture nervose sia in chi è dotato della vista sia in chi non ha mai visto».
di Gianni PARRINI fonte: Il Tirreno 23-08-2009


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