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Mappe virtuali per non vedenti
14/09/2009

Ingegneria e tecnologia. Dall'Università di Tel Aviv Un nuovo sistema software permette di crearsi una mappa mentale di luoghi sconosciuti traducendo le informazioni spaziali in informazioni tattili
APPROFONDIMENTI La memoria sequenziale dei non vedenti Il migliore udito dei non vedenti Un bastone-sonar per i non vedenti
TEL AVIV. Uno dei problemi più complessi con cui si scontrano le persone non vedenti o fortemente ipovedenti è quello di affrontare e muoversi in ambienti nuovi, di cui non possiedano ancora una mappa mentale. Per cercare di ridurre l'impatto che questa difficoltà ha sulla qualità della vita dei non vedenti, un gruppo di ricercatori della Porter School for Environmental Studies presso l'Università di Tel Aviv diretti da Orly Lahav ha messo a punto un software che consente l'esplorazione di mondi virtuali in 3D basati su mappe del mondo reale.
Il sistema, chiamato BlindAid, è stato testato presso il Carroll Center for the Blind, a Newton, nel Massachusetts.
Il sistema può mettere in grado un non vedente di "sentire" il nuovo ambiente semplicemente stando al computer e di crearsi così una prima mappa mentale dei luoghi prima di recarvisi. "Permette di 'sentire'
incroci, edifici, vie e ostacoli e di navigare anche all'interno di un centro commerciale o di un museo come il Louvre in modo virtuale prima di visitarlo dal vivo", spiega Lahav.
Il territorio da esplorare va ovviamente prima mappato, anche sfruttando eventualmente applicazioni già esistenti come il GIS (geography information system), che già fornisce numerose informazioni. Il software è comunque in grado di ricevere informazioni fisiche dall'ambiente, digitalizzarle e trasferirle a un computer con il quale la persona non vedente interagisce attraverso un particolare joystick, propriamente un'apparecchiatura aptica 3-D, che si interfaccia con l'utente attraverso il senso del tatto.
Chi lo impugna può infatti percepire attraverso le dita una tensione che varia mentre naviga in un ambiente virtuale che non può vedere, ma solo"tastare": il joystick, per esempio, si irrigidisce quando l'utente incontra una parete o una barriera, ma è in grado anche trasmettere informazioni relative alla "tessitura" del terreno su cui si muove, se per esempio asfalto, erba o un marciapiede. Lo strumento può inoltre e emettere un suono quando si è in prossimità di un banco informazioni o una reception. (gg)
fonte: Le Scienze 14-09-2009


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