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Studenti ciechi ancora senza libri di testo in braille
19/10/2009

Scuola e disabili. La denuncia di «I care» La Provincia aveva assicurato che erano stati assegnati al 90% .

VERONA - Studenti ciechi ancora senza libri. Gli alunni ipovedenti e ciechi iscritti nelle scuole pubbliche della provincia di Verona a metà ottobre non hanno ancora i libri tradotti in braille o ingranditi. Dopo la denuncia di I care, l’associazione di genitori nata per salvaguardare il diritto allo studio dei ragazzi con disabilità sensoriali, che metteva in luce il disagio, e la replica del Raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti) che gestisce i servizi di integrazione didattica della Provincia, secondo cui il 90 per cento dei libri era già stato consegnato, si torna a parlare del problema. E ancora una volta la presidente di I care, Lucia Pellegrini, fa appello all’assessore provinciale Fausto Sachetto, politiche sociali e comunitarie, affinché applichi la legge 104 del ’92 che sancisce il diritto al «pieno sviluppo del potenziale umano della persona con disabilità. Ad oggi i libri consegnati sono in minima parte. Mancano i testi di italiano, di matematica. A essere maggiormente penalizzati sono gli studenti delle secondarie di primo e secondo grado», dice Pellegrini che sottolinea come all’incontro di metà di settembre con il responsabile di Rti, l’avvocato Roberto Serio, non fossero presenti tutte le 135 famiglie di bambini con difficoltà sensoriali legati al servizio offerto dalla Provincia che stabilisce un’assistenza extra che non è l’insegnante di sostegno ma operatori specializzati, vale a dire lettori per gli studenti ciechi o ipovedenti e traduttori di lingua dei segni, il Lis, per bambini sordi.
«Già allora i pochi genitori presenti avevano insistito sul bisogno di avere i libri nei tempi stabiliti e secondo gli accordi», ricorda puntualizzando che la convenzione stipulata con la biblioteca nazionale dei ciechi di Monza è stata una buona iniziativa ma che di fatto le consegne dei libri è parziale. «Probabilmente ci sono stati degli intoppi che non dipendono da Rti», sottolinea, «proprio per questo nei gruppi di coordinamento che si sono tenuti in Provincia avevo indicato altre strade da percorrere, altre biblioteche per lavorare i testi. Ma soprattutto come associazione avevamo fatto notare la possibilità di essere indipendenti, come altre città. ci auguriamo che il presidente della Provincia Miozzi si prenda carico del problema».
L'Arena 19-10-2009


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