Home
Chi siamo
Cane guida
Campagne
Eventi
News
Gallery
Download
Soci
Donazioni
Letture online
Vacanza GAIA:R.D.A.
Unione astrofili italiani
Orba Moderna E-Magazine
Links amici
Contatti
|
Facile e sicuro uno screening contro la sordità
08/12/2009
Si chiama OAE, non fa male, e svela subito se il bimbo nasce con danni all´orecchio. Prima che sia troppo tardi correre ai ripari. Oggi solo sei bimbi su dieci eseguono il test precoce perché mancano gli apparecchi
ROMA. Per sei neonati su dieci, in Italia, si può sapere subito se hanno problemi di udito. E correre ai ripari. Per gli altri no. E solo perché nell´ospedale in cui nascono non si effettua screening precoce. Si saprà soltanto dopo, quando ormai i danni saranno fatti, se il bambino è sordo. «Nei primi tre anni un deficit uditivo senza stimoli acustici compromette l´acquisizione del linguaggio, blocca il percorso di crescita intellettiva del bambino, condiziona la costruzione del suo mondo interiore», spiega Luciano Bubbico, otorinolaringoiatra, del Dipartimento scienze biomediche dell´Istituto italiano affari sociali (già Istituto italiano medicina sociale), ente pubblico di ricerca e formazione vigilato dal Ministero Solidarietà Sociale.
La sordità è il difetto congenito più frequente alla nascita. Profonda (genetica nel 50% dei casi) per circa due neonati su mille e per uno su sette tra i prematuri. Circa 100 mila i bambini audiolesi in Italia. Oggi sono 60,6 su 100 quelli sottoposti subito a screening uditivo con l´Oae, la registrazione delle otoemissioni acustiche. «Tutti i piccoli dovrebbero essere sulla stessa linea di partenza, ovunque nascano. Persino a Roma si fa screening solo in tre ospedali (Umberto I, Gemelli, Santo Spirito) e in una clinica privata convenzionata», commenta Bubbico sulla base dei dati appena aggiornati della ricerca svolta nel 2008 con l´Istituto medicina sociale, che ha censito la sordità infantile in Italia e proposto lo screening uditivo neonatale nelle strategie sanitarie nazionali. Come funziona? Si inserisce nell´orecchio del bimbo una piccola sonda, se c´è risposta agli stimoli acustici l´udito è normale, altrimenti c´è una perdita uditiva dal 40% in su e ser vono altri esami e abilitazione precoce.
Da più voci la richiesta di inserire al più presto il test nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. «Lo strumento per lo screening neonatale è specifico e costa relativamente poco a fronte del vantaggio dell´identificazione precoce dei difetti d´udito. L´esame è di breve durata e non invasivo. - sottolinea il presidente Associazione otorinolaringologi ospedalieri italiani, Giuseppe Spriano - L´individuazione precoce della sordità consente il tempestivo inquadramento diagnostico e idonea programmazione di trattamento». Dopo non si riesce a modificare il più limitato sviluppo cognitivo, emotivo, psicologico. Anche la perdita di udito di medio grado si riflette a scuola. «Talora gli insegnanti definiscono questi alunni meno maturi dei coetanei, più facilmente distraibili, con una capacità di concentrazione estremamente labile», conferma Vittorio Colletti, direttore Otorinolaringoiatria al Policlinico Rossi di Verona. «In realtà lo screening uditivo è già previsto nei Lea, è passato anche alla Conferenza Stato Regioni, siamo alla stretta finale», precisa Alessandro Martini, università Ferrara, che come esperto sarà il 18 a Roma, in commissione "percorso sordità", al ministero della salute, per definire le tappe dopo lo screening: terapie abilitanti, centri di applicazione protesi e impianti, linee guida, dotazioni. «Sarebbe un errore fermarsi solo alla misurazione dell´udito», conclude.
La Repubblica 08-12-2009
BLINDSIGHT
Indietro
|
Accesso utenti:
Utenti registrati: 107
FAI UNA DONAZIONE A BLINDSIGHT PROJECT: SOSTIENI I NOSTRI OBIETTIVI E AIUTACI A REALIZZARE I NOSTRI PROGETTI!
Clicca su:

DIVENTA FAN DI BLINDSIGHT PROJECT SU FACEBOOK!

ORBA MODERNA E-MAGAZINE (pubblica gratis i tuoi comunicati, news, articoli)

|