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USA: per i ciechi, testi senza frontiere
18/12/2009
Una delegazione statunitense parla alla commissione WIPO per promuovere eccezioni al diritto internazionale sul copyright. Per un accesso più libero ai documenti per gli utenti non vedenti
La delegazione statunitense a Ginevra ha spiegato agli altri membri di WIPO come sia giunto il momento più opportuno di considerare le problematiche legate alla comunità dei non vedenti, in particolare il bisogno di avere un accesso più libero e diffuso a libri in formato elettronico. "Il nostro impegno - si può leggere in un documento ufficiale presentato alla commissione - è di raggiungere un consenso a livello internazionale per stabilire delle opportune eccezioni alle leggi vigenti sul copyright, in modo da soddisfare i bisogni di queste particolari utenze". Questo consenso a livello internazionale, secondo i delegati statunitensi, potrebbe assumere forme diverse, a partire da una proposta di legge da parte della stessa commissione fino ad un eventuale trattato multilaterale. Il problema più pressante sarebbe quello relativo alla distribuzione transfrontaliera di speciali formati per utenti ciechi, se questa debba avvenire secondo delle eccezioni alle leggi nazionali sul diritto d'autore o attraverso degli speciali accordi di licenza. L'obiettivo primario, per gli Stati Uniti, rimarrebbe quello di arrivare a condividere una libera importazione/esportazione dei testi.Stando a quanto riportato da Electronic Frontier Foundation (EFF), ci sarebbe attualmente una carenza cronica di materiale in formati accessibili alle utenze non vedenti. Negli Stati Uniti la percentuale di questi testi si aggirerebbe intorno al 5 per cento del totale dei volumi pubblicati, cifra che si abbassa al 4 per cento nel Regno Unito. WBU, insieme ai governi di Brasile, Ecuador e Paraguay, aveva proposto un trattato per risolvere alcuni inconvenienti legati al copyright. In primis, l'utente non dovrebbe chiedere il permesso ai detentori dei diritti precedentemente alla creazione di copie di un testo in formato accessibile. Secondo, vi sono evidenti problematiche nel momento in cui ci si sposta da una nazione (e quindi da una legge sul diritto d'autore) all'altra. La U.S. Chamber of Commerce, insieme alle associazioni del disco e del cinema RIAA e MPAA, avevano vivamente protestato contro una proposta che avrebbe a loro dire smantellato l'intera struttura globale a tutela del copyright. "Sappiamo che alcuni nella comunità internazionale del diritto d'autore credono che questo trattato andrà ad indebolire l'intero corpus legislativo - hanno concluso i delegati statunitensi - Il nostro paese non è d'accordo con questo punto di vista, bensì con uno scenario in cui eccezioni e rinforzo legislativo vadano di pari passo. Si tratta di una parte importante di un sistema sulla proprietà intellettuale che sia bilanciato a livello internazionale".
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