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Disabili: posteggio col chip contro le «occupazioni abusive»
14/03/2010
In fase di sperimentazione a milano-Sesto San Giovanni.
IMPRONTA INCONFONDIBILE – Come succede agli impiegati che, entrando in ufficio, sfiorano col badge aziendale un lettore elettronico che ne registra l’identità e l’orario d’ingresso, così dovrebbe fare il «ParkTutor». Il titolare del permesso di sosta riceverà infatti una sorta di telecomando per attivare il sistema al proprio arrivo e il dispositivo, una volta acceso, sarà in grado di riconoscere la presenza del badge del «padrone» inviando contemporaneamente, tramite un radiolocalizzatore installato sul posteggio e protetto da atti di vandalismo, un messaggio ai computer della centrale operativa della polizia locale. Viceversa, se ad occupare il posteggio sarà una vettura non autorizzata, alla centrale operativa dei vigili urbani – dotata di un software creato ad hoc – giungerà un avviso della trasgressione che consentirà l’invio immediato di una pattuglia o del carro-attrezzi. Non solo. Per scoraggiare i più intraprendenti, dalla Park Busy assicura no che il badge assegnato a ciascun disabile autorizzato non può essere riprodotto, contraffatto o ceduto ad altri perché basato sull'impronta digitale del titolare. MILANO E ROMA LO METTONO ALLA PROVA – Il sistema, brevettato nel 2008, è stato presentato a Roma nel corso di un convegno sulla sicurezza urbana organizzato da Ancupm (Associazione nazionale comandanti e ufficiali dei corpi di polizia municipale) presso il Comando generale del corpo della polizia municipale, ma a Sesto San Giovanni, comune del milanese, la sperimentazione è già in corso da tempo su 4 postazioni e si concluderà entro un mese. COSTI E DUBBI – E ai comuni quanto costerà? Le 4 postazioni di Sesto San Giovanni sono sufficienti a gestire 32 posteggi collocati in una stessa piazza e quindi ravvicinati: proprio grazie alla possibilità che ogni «bridge di area» (cioè la centralina di controllo che sovrintende al monitoraggio della rete di sensori interrati nel parcheggio) ha di gestire più zone di sosta, il singolo impianto completo potrà variare il costo tra i 200 e 600 euro a posteggio. Una cifra contenuta, in effetti, che però – a quanto si sa – non comprende il prezzo della manutenzione delle tecnologie impiegate (il telecomando e il badge in mano al disabile, il bridge di area, la rete di sensori interrati e il software in uso alla polizia locale). Inoltre, in attesa di una prossima eventuale messa a regime del «ParkTutor» e pur non considerando le potenziali criticità in tema di rispetto della privacy, resta qualche interrogativo su come verrà garantito il diritto di parcheggiare a chi, disabile con contrassegno autorizzato dal proprio comune di residenza, si troverà in visita a Milano e Roma senza possedere badge o telecomandi forniti da quelle amministrazioni. Se poi, attualmente, gli automobilisti disabili patiscono l’inciviltà di chi scambia il loro diritto per un privilegio, è pur vero che forse ancor di più scontano lentezza e scarsità di risorse dei servizi di rimozione forniti dalla polizia locale e chiedono la sanzione certa degli abusi: resta da capire come il «ParkTutor» riuscirà a porre un rimedio su entrambi questi fronti. da Il Corriere della Sera 12-03-2010 Blindsight News Indietro |
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