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    <title>Blindsight News </title>
    <link>http://blindsight.eu/notizias</link>
    <description>Notizie di Luglio</description>
    <ttl>720</ttl>
    <pubDate>Fri, 30 Jul 2010 12:15:01 +0200</pubDate>
    <lastBuildDate>Mon, 19 Jul 2010 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
    <item>
      <title>Cene al buio: l&#8217;offesa e l&#8217;ipocrisia</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/510</link>
      <description>Scorrendo tra le pagine delle iniziative che riguardano i ciechi mi sono imbattuto in una presentazione delle famose cene al buio.
L&#8217;incipit &#232; molto stimolante: &#8220;cenare al buio, nella pi&#249; totale oscurit&#224;. Assaporare, gustare... senza vedere&#8221;. Potrebbe anche sembrare la promozione di un locale a luci rosse per scambisti o cose del genere, ma la perversione &#232; ancora pi&#249; sottile se si continua a leggere. 
La descrizione parla di &#8220;un&#8217;esperienza che riserver&#224; non poche sorprese. Un viaggio al buio attraverso l'olfatto, il tatto, il gusto e l'udito per scoprire con meraviglia le potenzialit&#224; di tutti i sensi, ma soprattutto un'occasione per avvicinarsi alla realt&#224; di chi non vede&#8221;.
Leggendo viene da pensare a una spedizione nel mondo dei ciechi, come se si trattasse di un universo separato da quello dei vedenti ed evidentemente per i signori che le organizzano &#232; proprio cos&#236;. La scusa &#232; tipicamente italiana ed &#232; legata al cibo ma nell&#8217;esposizione di questa serata si parla di riduzione della distanza tra chi vede e chi no, perch&#233; ci si rende conto di quello che una persona cieca vive quotidianamente, scoprendo quanto sia difficile affrontare una situazione cos&#236; banale, che i minorati della vista compiono nella massima semplicit&#224;.
Il trionfo di questa prova &#232; riassunto nella frase: &#8220;Terminata la cena si torna alla luce riscontrando quanto il nostro mondo ipervisivo ci induca quotidianamente a trascurare gli altri... Sensi&#8221;.
Non so se sorridere o inorridire. Il nostro mondo viene definito ipervisivo e addirittura si afferma che ci induce a trascurare gli altri sensi. Quali altri sensi? Altri rispetto a cosa? Come avviene questo processo indotto?  Bisogna mangiare bendati o al buio per scoprire questa presunta disabilit&#224; verso i 5 o i 4 o l&#8217;impero dei sensi?
Non so se &#232; cattiva fede o si tratta di caos ideologico, ma il mondo non &#232; nostro o di altri, &#232; una grande comunit&#224; composta da miliardi di individui, tra i quali esistono anche i ciechi. Nel momento in cui separo due mondi stabilisco anche una discriminazione, soprattutto se parto dal limite, dall&#8217;handicap e induco chi vede a vivere da non vedente. La perversione si manifesta soprattutto in questo.
Esistono persone che adorano farsi bendare ma non perch&#233; desiderano sperimentare cosa vuol dire essere ciechi, ma perch&#233; vogliono essere vedenti che non possono vedere. Il procedimento &#232; lo stesso prodotto in queste dark room della mangiata ed &#232; terribilmente offensivo per il cieco nel momento stesso in cui si cerca di dare un significato sublime a un fatto cos&#236; degradante, per chiunque partecipi.
La cena al buio ci dimostra quanto sia malata la mentalit&#224; di molte persone che gestiscono il complesso tema dell&#8217;integrazione e di quanto possa diventare umiliante per la dignit&#224; umana essere trattati come pedine in un gioco o cavie in un esperimento.
Non imparer&#242; nulla dei disagi che deve affrontare un cieco mangiando al buio con lui. Non mi arricchir&#242; di nuove sensazioni e non conoscer&#242; sensi che non utilizzo. Comunque se voglio farlo posso spegnere la luce a casa mia e provarci per conto mio. Il cieco c&#8217;entra poco.
Far&#242; un&#8217;esperienza leale e autentica se andr&#242; insieme a lei o a lui in metropolitana, se attraverseremo insieme sulle strisce rischiando di essere falciati dalle auto che non si fermano, se non ci faranno entrare in un negozio con il cane guida. Se non lo offender&#242; facendo finta di essere cieco per un&#8217;ora e simulando una cecit&#224; inventata per giocare alla cena delle beffe.
Non devo avvicinarmi in modo ruffiano alla sua realt&#224; ma fare in modo che i suoi spazi e le sue possibilit&#224; si avvicinino a quelle di ogni cittadino. Ai diritti di ogni cittadino.
L&#8217;ignobile ipocrisia messa in atto nelle cene al buio ci rappresenta purtroppo un mondo che per&#242; non deve essere nostro n&#233; di nessuno, perch&#233; &#232; un circolo ristretto di interessi immorali in cui si gioca pesante sulla testa e sulla vita delle persone.
Provo sempre una grande vergogna come uomo, quando vengo a conoscenza di casi di abuso, di violenza, di furto della dignit&#224; umana.
Nelle cene al buio il cieco viene trattato come un fenomeno da baraccone, cos&#236; come chiunque partecipa diventa clown in un circo squallido, fatto di usanze snob e diretto da aguzzini indecenti che senza scrupoli, fanno il commercio della finta solidariet&#224;.
Esiste per&#242; un confine fatto di intelligenza e di orgoglio che invece di spingere le persone verso il mattatoio e costringerle alla sottomissione, ci impone il rispetto dell&#8217;altro e la convivenza civile.
Un confine che appartiene a tutti, senza distinzioni e senza mondi diversi, e che ci incoraggia a vivere insieme normalmente, senza eventi speciali e senza lanci pubblicitari, perch&#233; le esperienze che contano sono quelle che facciamo attraverso i sentimenti e grazie alla condivisione di momenti normali, senza stratagemmi e senza spazi dedicati.
Stefano Pierpaoli</description>
      <author></author>
      <pubDate>Mon Jul 19 00:00:00 +0200 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/510</guid>
    </item>
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      <title>Modello RomaFictionFest: accessibile, partecipato, trasparente</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/509</link>
      <description>Un&#8217;altra tappa &#232; stata portata a termine sulla strada dell&#8217;accessibilit&#224; e dell&#8217;inclusione sociale. Lo scoglio pi&#249; duro da superare &#232; quello dell&#8217;approccio alla disabilit&#224;. &#200; triste doverlo denunciare, ma c&#8217;&#232; ancora molta strada da fare per armonizzare gli strumenti di civilt&#224; che consentano alla popolazione di convivere con un disabile.
Blindsight Project e Consequenze, grazie alle due edizioni del RomaFictionFest con programmazione accessibile, hanno realizzato un modello di integrazione totalmente innovativo in Italia. Se fino all&#8217;anno scorso gli spazi di inserimento in una manifestazione si erano limitati alla singola proiezione o all&#8217;evento separato e &#8220;dedicato&#8221; ai disabili, con il FictionFest 2009 &#232; stata realizzata per la prima volta una normale programmazione con servizi di accessibilit&#224; per l&#8217;intera durata della rassegna. Un&#8217;esperienza ripetuta con ancora pi&#249; successo nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno, in cui il numero di spettatori &#232; sensibilmente cresciuto, al pari dell&#8217;attenzione di tanti spettatori intervenuti al Multisala Adriano che hanno seguito con favore questa iniziativa. 
Un appuntamento di cos&#236; grande portata mediatica, in cui il glamour gioca il ruolo principale, si &#232; arricchito di un&#8217;offerta di alto valore sociale al punto di diventare un&#8217;avanguardia nella crescita civile. Potrebbe essere definito un passaggio epocale, perch&#233; &#232; stato modificato radicalmente l&#8217;approccio al problema ed &#232; stata affermata una nuova filosofia di presenza e di partecipazione.
Ancora oggi imperversa il seguente schema: i disabili si fanno accompagnare in un punto prestabilito della citt&#224;, arriva il pulmino e li porta al cinema, al museo o al teatro in cui &#232; stata approntata la proposta ad essi dedicata. Aldil&#224; del valore che pu&#242; comunque avere un momento di questo genere, &#232; evidente che il confine con una forma di discriminazione ancora pi&#249; feroce &#232; molto sottile e rischia di essere oltrepassato. Queste imprese, spesso inutili e discriminanti, costano alla collettivit&#224; cifre esorbitanti, in un Paese malato di corruzione e devoto al malaffare. Quanto pu&#242; diventare dannoso un circuito alimentato da regole prive di progetto e senza garanzie?. 
Se riflettiamo &#232; uno schema consueto ripetuto anche in altri settori della nostra societ&#224;, una distorsione che ha creato tanta disuguaglianza e ha prodotto infinite condizioni di disagio, tutte a svantaggio delle categorie non privilegiate.
Nel caso della disabilit&#224; le dimensioni di questo problema si sviluppano nell&#8217;oscurit&#224; di un universo che viene mantenuto ai margini, ma risaltano in modo lampante quando il diritto di cittadinanza viene riconosciuto alle donne e agli uomini che solitamente possono contare sui soli spazi a loro dedicati e nei momenti decisi da altri. Le differenze si manifestano nel momento della condivisione.
L&#8217;opposto e la soluzione alla disabilit&#224; sono rappresentati dall&#8217;integrazione e dall&#8217;autosufficienza. Valutando il sistema di falsa integrazione che viene spesso adottato nei confronti del cieco o del paraplegico, solo per citare due esempi, ci accorgeremo che &#232; molto simile alle tante forme di esclusione che ogni cittadino subisce ogni giorno.
Ecco perch&#233; diventa importante mettere in atto nuovi modelli partecipativi. Ecco perch&#233; il RomaFictionFest ha costituito uno spartiacque tra un vecchio metodo e un nuovo modello, efficace e concreto.
Ecco perch&#233; tante persone si sono fermate alla Sala 10 e con gioia hanno scoperto che il Festival era davvero per tutti. &#200; il segno del diffuso desiderio di sentirsi in un paese nuovo, in cui succedono cose nuove.
Del gravissimo silenzio della stampa abbiamo gi&#224; parlato. Va detto che il mondo dell&#8217;informazione sta vivendo una crisi sempre pi&#249; profonda e per verificarlo basta guardare il TG1 o leggere le pagine di certi quotidiani. Per riuscire a raccontare un avvenimento di spessore c&#8217;&#232; bisogno di recuperare un profilo professionale pi&#249; adeguato e soprattutto occorre essere liberi. Attendiamo con fiducia l&#8217;avvento delle nuove leve e nel frattempo utilizziamo la Rete, che anche in questa occasione ha dato maggiori garanzie e ha generato un&#8217;onda niente male.
C&#8217;&#232; un ultimo aspetto che siamo fieri di rivendicare. Quello della trasparenza e del sano rapporto con chi ci ha messo a disposizione la possibilit&#224; di realizzare questo servizio insieme alla Sub-ti che ha curato tutti gli aspetti tecnici.
L&#8217;accessibilit&#224; al RomaFictionFest &#232; costata meno dello 0,3% del budget della manifestazione. Un impegno perci&#242; basato sulle forze per fare quello che nessuno ha mai fatto, e non c&#8217;&#232; stato il minimo inconveniente durante tutta la settimana di programmazione. Nell&#8217;epoca delle cricche, in cui un intero paese rischia di sprofondare nell&#8217;illegalit&#224;, il modello messo in opera in questa occasione ha dimostrato che ricominciando a puntare sul lavoro vero, sul merito e sull&#8217;onest&#224;, si possono creare nuove e solide opportunit&#224; di crescita non solo sociale ma anche economica.
Uno dei valori che ha ispirato fin dall&#8217;inizio l&#8217;attivit&#224; di Consequenze era riassunto nella frase che spesso risuonava nei nostri incontri pubblici: &#8220;Non vogliamo denaro pubblico, vogliamo lavorare e   far nascere nuove opportunit&#224; per ricominciare a crescere&#8221;.
La strada &#232; stata tracciata, ci auguriamo che coloro che ancora preferiscono la regola medievale, aristocratica, mafiosa che favorisce e protegge solo i vassalli e i picciotti, facciano il passo indietro che milioni di Italiani stanno chiedendo.
Non si pu&#242; solo pensare al futuro dei figli di pap&#224;. Dei loro figli.
Bisogna costruire il futuro di tutti o non ci sar&#224; futuro per nessuno.
Valorizzando questi spazi e supportando queste energie, che in Italia sono tantissime e stanno aumentando, si rimetter&#224; in moto un universo di straordinario vigore, che ora &#232; in parte ancora ai margini, ma che appena avr&#224; riconquistato le sue potenzialit&#224; torner&#224; a crescere e a creare benessere. &#200; molto pi&#249; facile di quanto sembra.


16/07/2010
Stefano Pierpaoli
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      <author>Stefano_pi</author>
      <pubDate>Fri Jul 16 00:00:00 +0200 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/509</guid>
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      <title>AL ROMA FICTION FEST 2010 HA VINTO L'ACCESSIBILITA'</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/508</link>
      <description>10 fiction accessibili (con sottotitoli e audiodescrizioni) in 5 giorni di proiezioni, navette attrezzate ogni sera per il trasporto delle persone disabili, un'ottima risposta di pubblico sia disabile che non, in un'atmosfera resa ancor pi&#249; viva dall'attenzione e partecipazione di tutti gli spettatori del RomaFictionFest 2010, attratti non solo dalle fiction proiettate ma anche interessati alle audiodescrizioni offerte in cuffia. Questo sistema, a differenza dei sottotitoli, &#232; ancora poco conosciuto, e i numerosi utenti esperti (ciechi e ipovedenti) che ogni sera hanno partecipato alle proiezioni, si sono complimentati per l'ottima qualit&#224;.
Questo in sintesi il resoconto sul servizio di accessibilit&#224; nella Sala 10 del Multisala Adriano, servizio che ha arricchito anche quest'anno il RomaFictionFest 2010, l'evento pi&#249; prestigioso che riguarda gli appuntamenti della prossima stagione televisiva.
Un successo realizzato grazie a una formula innovativa che riesce a proporre uno straordinario esempio di inclusione anche in una manifestazione di indubbio rilievo. Un'offerta cos&#236; ampia in una grande rassegna internazionale rappresenta infatti il modello pi&#249; efficace per creare partecipazione, consapevolezza e accoglienza e si tratta di un caso unico non solo nel panorama italiano.

&quot;Rispetto alla scorsa edizione abbiamo fatto un importante e ulteriore passo avanti. Molte pi&#249; persone cieche e ipovedenti hanno potuto partecipare autonomamente al RomaFictionFest grazie al servizio navetta che ha provveduto ad accompagnare andata e ritorno dal proprio domicilio le persone che ne hanno fatto richiesta, evitando cos&#236; il disagio di doversi recare in un unico punto di raduno, come solitamente succede per altre iniziative, e abbiamo ottenuto quindi il successo sperato. Quello che conta &#232; creare momenti di vera integrazione e uscire dalla logica dell'iniziativa particolare dedicata ai disabili. Essere nella societ&#224; vuol dire potersi trovare insieme agli altri e non essere relegati in recinti angusti o momenti ristretti alla singola proiezione o al singolo evento, che diventano di fatto discriminanti e offensivi per noi disabili&quot;. Questo &#232; quanto ha dichiarato Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project e curatrice del servizio di accessibilit&#224; del Festival, anche quest'anno in collaborazione con Consequenze e Sub-ti.
Grazie alla Blindsight Project e al RomaFictionFest, gi&#224; dallo scorso anno si &#232; aperta una nuova frontiera per il riconoscimento dei diritti dei disabili e per l'accessibilit&#224; alla cultura. Un impegno che proseguir&#224; ora al prossimo Festival Internazionale del Film di Roma e con una campagna a favore della cultura accessibile, lanciata proprio in occasione del RomaFictionFest 2010.
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      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Jul 12 00:00:00 +0200 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/508</guid>
    </item>
    <item>
      <title>GRANDE SUCCESSO PER L'ACCESSIBILITA' AL ROMA FICTION FEST 2010</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/507</link>
      <description>Comunicato stampa

Splendida risposta di pubblico nelle proiezioni accessibili per i disabili sensoriali al RomaFictionFest 2010

Nelle prime due serate del RomaFictionFest molti disabili visivi e uditivi hanno assistito alle proiezioni e hanno 

partecipato alla festosa rassegna romana.

Si conferma il successo ottenuto lo scorso anno e grazie al servizio navette &#232; sensibilmente aumentato il numero di disabili visivi che con le audiodescrizioni hanno potuto seguire le fiction offerte alla sala 10 del Multisala Adriano.

Laura Raffaeli, Presidente della Blindsight Project che con Consequenze ha promosso questa iniziativa, &#232; presente ogni 
sera al Festival per accogliere e coordinare gli eventi legati a quello che costituisce un coronamento per i suoi sforzi a favore di una cultura accessibile a tutti.

Nella gioiosa atmosfera dei via vai di artisti e dei numerosissimi appassionati della fiction va in scena anche uno straordinario esempio di civilt&#224; che rinasce e trasmette sensazioni di grande vitalit&#224;.

Un evento nell'evento che appare destinato a crescere, grazie all'impegno di chi favorisce questo tipo di esperienze e alla sensibilit&#224; degli organizzatori del RomaFictionFest che, per il secondo anno, si sono resi promotori non solo di una rassegna di indubbio successo ma anche di una scelta di profondo significato sociale.

Blindsight Project News 7 luglio 2010
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      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Wed Jul 07 00:00:00 +0200 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/507</guid>
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