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    <title>Blindsight News </title>
    <link>http://blindsight.eu/notizias</link>
    <description>Notizie di Marzo</description>
    <ttl>720</ttl>
    <pubDate>Sat, 20 Mar 2010 02:00:12 +0100</pubDate>
    <lastBuildDate>Tue, 16 Mar 2010 00:00:00 +0100</lastBuildDate>
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      <title>Un inglese rimasto cieco in Iraq torna a vedere grazie alla lingua</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/492</link>
      <description>Il soldato Craig Lundberg sottoposto alla sperimentazione del &quot;BrainPort&quot;
LONDRA
Una tecnica pionieristica gli ha cambiato la vita, irrimediabilmente segnata dall&#8217;esplosione di una granata in Iraq che lo ha reso cieco. Oggi il soldato scelto Craig Lundberg, 24enne di Walton (Liverpool), riesce a &#171;vedere&#187; grazie alla lingua.

Pu&#242; leggere parole, distinguere forme e camminare senza sostegno - spiega in un reportage l&#8217;Independent - attraverso il dispositivo &quot;BrainPort&quot;, malgrado abbia perso completamente la vista. Tifoso del Liverpool, giocatore nella nazionale inglese dei non vedenti, Craig &#232; rimasto cieco nel 2007, dopo essere stato colpito da una granata rpg a Bassora. Inizialmente gli era stata esposta la prospettiva di trascorrere il resto della sua vita con un cane guida o un bastone. Ma il ministero della Difesa lo ha scelto come prima &#171;cavia&#187; per sperimentare questo dispositivo innovativo, il cui intento &#232; quello di rivoluzionare la vita dei ciechi.

&quot;BrainPort&quot; trasforma le immagini visuali in una serie di impulsi elettrici che sono inviati alla lingua. La diversa forza degli stimoli pu&#242; essere letta o interpretata, in questo modo chi lo utilizza pu&#242; visualizzare mentalmente ci&#242; che gli sta intorno e navigare intorno agli oggetti. &#171;&#200; come leccare una batteria da nove volt o come una caramella&#187;, spiega Craig, &#171;La telecamera invia i segnali al lecca-lecca e sulla tua lingua. Riesci a stabilire il loro significato e trasferirlo alle forme&#187;.
da La Stampa.it 16-03-2010
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      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 16 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/492</guid>
    </item>
    <item>
      <title>La Federazione americana dei ciechi elogia il VoiceOver su iPad</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/493</link>
      <description>Una notizia interessante (soprattutto per una categoria molto particolare di potenziali clienti, che attende iPad come lettore ebook) &#232; trapelata dall&#8217;aggiornamento delle pagine del sito ufficiale Apple che presentano le caratteristiche di iBooks.

Oltre alla conferma del fatto che, tramite l&#8217;adozione del formato ePub per gli ebook destinati ad iPad, svariate migliaia di titoli privi di copyright saranno disponibili gratuitamente per il dispositivo (da scaricare da Google Books o, ad esempio, dalle pagine del progetto Gutenberg), anche l&#8217;integrazione di VoiceOver, il sintetizzatore vocale di iPad, all&#8217;interno dell&#8217;applicazione eBook.

La cosa, che potr&#224; sembrare banale agli utilizzatori pi&#249; evoluti ed esperti di supporti digitali per la lettura, ha semplicemente deliziato la Federazione americana dei non vedenti. Inoltre, non si pu&#242; che sperare, per come ci ha abituato Apple, in un&#8217;implementazione meno che perfetta di questa possibilit&#224;, che estende la fruibilit&#224; della letteratura in formato digitale anche a nicchie di mercato che ne erano escluse. Ecco le parole di Marc Maurer, Presidente della National Federation of the Blind:

    &#8220;La Federazione deve encomiare Apple per aver incluso VoiceOver nel suo attesissimo iPad. Gli utenti ciechi, come i nostri colleghi dotati di vista, saranno in grado di condividere l&#8217;esperienza d&#8217;uso di questo nuovo oggetto fin dal primo momento, non appena lo tireranno fuori dalla scatola. Apple ha creato un precedente che crediamo dovrebbe essere fatto proprio anche dal resto dell&#8217;industria&#8221;.
da Melablog.it 15-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 16 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/493</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Permessi ai lavoratori per l'assistenza: ci sono dei cambiamenti</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/491</link>
      <description>Il cosiddetto &quot;Collegato Lavoro&quot;, approvato nei giorni scorsi al Senato, modifica in sostanza l'articolo 33 della Legge Quadro 104, riguardante i &#171;permessi per i lavoratori che assistono familiari con handicap grave&#187;. In particolare viene ristretta la platea degli aventi diritto e per la scelta della sede di lavoro si far&#224; riferimento al domicilio della persona con disabilit&#224; e non a quello del lavoratore che lo assiste. Un ampio approfondimento sulla questione &#232; gi&#224; stato elaborato dal Servizio HandyLex.org
Con la definitiva approvazione da parte del Senato del cosiddetto &quot;Collegato Lavoro&quot; (3 marzo 2010, Atti del Senato 1167-B), sono state decise anche alcune modifiche all'articolo 33 della Legge Quadro 104/92, in relazione ai permessi per i lavoratori che assistono familiari con handicap grave.
Tra le novit&#224;, da segnalare in particolare il restringimento della platea degli aventi diritto ai soli parenti e affini fino al secondo grado, salvo casi eccezionali, anche se alcune incaute modifiche probabilmente causeranno l&#8217;aumento dei beneficiari, anzich&#233; ottenere l&#8217;effetto sperato dal Governo.
Per la scelta della sede di lavoro, poi, si far&#224; riferimento al domicilio della persona con disabilit&#224; e non a quello del lavoratore che la assiste.
Sono previsti infine maggiori controlli e un monitoraggio che il Dipartimento della Funzione Pubblica si riserva per i dipendenti pubblici.

Sulla questione segnaliamo l'approfondimento particolarmente ampio ed esauriente curato nel sito HandyLex.org (lo si legga cliccando qui), con un commento alla nuova legge, gli articoli di interesse e il testo ora vigente del citato articolo 33 della Legge 104/92. (S.B.)
da Superando.it 11-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Sun Mar 14 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/491</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Insegnanti di sostegno, il sindacato Sfida scrive alla Gelmini</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/490</link>
      <description>Lettera aperta indirizzata anche a Napolitano e Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il tetto massimo. Chiesto un un intervento che stabilisca &quot;criteri indispensabili per la definizione degli organici&quot;

ROMA. La Corte costituzionale ha fatto la sua parte, ora tocca alla politica: il riferimento &#232; alla sentenza n. 80/2010, che ha dichiarato l'illegittimit&#224; costituzionale del tetto massimo fissato alla Finanziaria per gli insegnanti di sostegno. L'appello &#232; firmato Sfida e indirizzato ai presidenti del Consiglio e della Repubblica e al ministro Gelmini, in una lettera aperta inviata oggi. &quot;Il ministro scrive Sfida - che avrebbe dovuto fungere da garante e salvaguardare il diritto all'istruzione degli alunni con disabilit&#224; in base alle effettive esigenze' rilevate, ha preferito non dare ascolto all'urlo silenzioso' di quei genitori costretti a riportare a casa i loro figli perch&#233; la scuola non &#232; stata in grado di garantirgli il diritto allo studio disattendendo quanto stabilito dalle certificazioni (Df, Pdf, Pei) e dai gruppi (Glhi) preposti istituzionalmente. Le istituzioni preposte continua il sindacato - non hanno avuto la voglia, o forse la forza, di curare' quei ragazzi e quelle famiglie che credevano di avere dei diritti costituzionalmente garantiti. E' stato pi&#249; semplice trincerarsi dietro i ruoli istituzionali, affrontare contenziosi consapevoli di soccombere, ma certi che il risparmio che ne sarebbe derivato per le casse dello Stato sarebbe stato maggiore rispetto ad un intervento normativo che per&#242; avrebbe ristabilito lo stato di diritto delle Persone con disabilit&#224;'

Provvidenziale quindi l'intervento della Core costituzionale: &quot;alla luce di questa Sentenza, il Sindacato Sfida dice no a leggi calate dall'alto che salvaguardano il Bilancio dello Stato, creano un divario insormontabile tra coloro che elargiscono normativa e disposizioni senza conoscere e considerare le effettive esigenze' di chi vive la disabilit&#224;&quot;. Il sindacato chiede dunque &quot;un intervento tempestivo del ministro che stabilisca criteri e modalit&#224; indispensabili alle istituzioni periferiche per la definizione e la richiesta degli organici di sostegno (diritto e fatto) per l'anno scolastico 2010/2011 aderenti alle effettive esigenze rilevate&quot;.
da Redattore Sociale 12-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Sun Mar 14 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/490</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Disabili: posteggio col chip contro le &#171;occupazioni abusive&#187;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/489</link>
      <description>In fase di sperimentazione a milano-Sesto San Giovanni.
Il &#171;Park Tutor&#187; &#232; un dispositivo elettronico che protegger&#224; da chi parcheggia senza diritto

MILANO &#8211; Quotidiana scena d&#8217;incivilt&#224; automobilistica: i posteggi riservati ai disabili occupati da auto senza alcun contrassegno. Forse conoscendo l&#8217;enorme disagio che da questi abusi le persone con disabilit&#224; ricevono, un&#8217;azienda milanese, la Park Busy, ha chiesto aiuto all&#8217;elettronica e ha studiato un dispositivo, il &#171;ParkTutor&#187;, per impedire agli automobilisti di attuare questo tipo di trasgressione del codice della strada (che attualmente comporta una contravvenzione salata e la sottrazione di 2 punti della patente).

IMPRONTA INCONFONDIBILE &#8211; Come succede agli impiegati che, entrando in ufficio, sfiorano col badge aziendale un lettore elettronico che ne registra l&#8217;identit&#224; e l&#8217;orario d&#8217;ingresso, cos&#236; dovrebbe fare il &#171;ParkTutor&#187;. Il titolare del permesso di sosta ricever&#224; infatti una sorta di telecomando per attivare il sistema al proprio arrivo e il dispositivo, una volta acceso, sar&#224; in grado di riconoscere la presenza del badge del &#171;padrone&#187; inviando contemporaneamente, tramite un radiolocalizzatore installato sul posteggio e protetto da atti di vandalismo, un messaggio ai computer della centrale operativa della polizia locale. Viceversa, se ad occupare il posteggio sar&#224; una vettura non autorizzata, alla centrale operativa dei vigili urbani &#8211; dotata di un software creato ad hoc &#8211; giunger&#224; un avviso della trasgressione che consentir&#224; l&#8217;invio immediato di una pattuglia o del carro-attrezzi. Non solo. Per scoraggiare i pi&#249; intraprendenti, dalla Park Busy assicura no che il badge assegnato a ciascun disabile autorizzato non pu&#242; essere riprodotto, contraffatto o ceduto ad altri perch&#233; basato sull'impronta digitale del titolare.

MILANO E ROMA LO METTONO ALLA PROVA &#8211; Il sistema, brevettato nel 2008, &#232; stato presentato a Roma nel corso di un convegno sulla sicurezza urbana organizzato da Ancupm (Associazione nazionale comandanti e ufficiali dei corpi di polizia municipale) presso il Comando generale del corpo della polizia municipale, ma a Sesto San Giovanni, comune del milanese, la sperimentazione &#232; gi&#224; in corso da tempo su 4 postazioni e si concluder&#224; entro un mese.

COSTI E DUBBI &#8211; E ai comuni quanto coster&#224;? Le 4 postazioni di Sesto San Giovanni sono sufficienti a gestire 32 posteggi collocati in una stessa piazza e quindi ravvicinati: proprio grazie alla possibilit&#224; che ogni &#171;bridge di area&#187; (cio&#232; la centralina di controllo che sovrintende al monitoraggio della rete di sensori interrati nel parcheggio) ha di gestire pi&#249; zone di sosta, il singolo impianto completo potr&#224; variare il costo tra i 200 e 600 euro a posteggio. Una cifra contenuta, in effetti, che per&#242; &#8211; a quanto si sa &#8211; non comprende il prezzo della manutenzione delle tecnologie impiegate (il telecomando e il badge in mano al disabile, il bridge di area, la rete di sensori interrati e il software in uso alla polizia locale). Inoltre, in attesa di una prossima eventuale messa a regime del &#171;ParkTutor&#187; e pur non considerando le potenziali criticit&#224; in tema di rispetto della privacy, resta qualche interrogativo su come verr&#224; garantito il diritto di parcheggiare a chi, disabile con contrassegno autorizzato dal proprio comune di residenza, si trover&#224; in visita a Milano e Roma senza possedere badge o telecomandi forniti da quelle amministrazioni. Se poi, attualmente, gli automobilisti disabili patiscono l&#8217;incivilt&#224; di chi scambia il loro diritto per un privilegio, &#232; pur vero che forse ancor di pi&#249; scontano lentezza e scarsit&#224; di risorse dei servizi di rimozione forniti dalla polizia locale e chiedono la sanzione certa degli abusi: resta da capire come il &#171;ParkTutor&#187; riuscir&#224; a porre un rimedio su entrambi questi fronti. 
da Il Corriere della Sera 12-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Sun Mar 14 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/489</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Staminali, Busto sbarca nel New England</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/488</link>
      <description>Biocell Center, che ha il suo quartier generale in citt&#224;, firma un accordo per lo studio e la conservazione delle staminali del liquido amniotico negli ospedali di Boston

BUSTO ARSIZIO. Al via la collaborazione fra Biocell Center, l'azienda di biotecnologie che ha il suo quartier generale a Busto Arsizio, e gli ospedali del gruppo americano Caritas Christi di Boston per lo studio e la crioconservazione delle cellule staminali del liquido amniotico, che offrir&#224; questo servizio alle proprie pazienti che - per altri motivi - si sottoporranno all&#8217;amniocentesi in tutti e sei i suoi ospedali del New England.
Biocell Center e Caritas Christi Health Care &#8211; la pi&#249; grande comunit&#224; ospedaliera di tutti gli Stati del New England e tra le maggiori degli Stati Uniti con l&#8217;ospedale St. Elisabeth&#8217;s Medical Center &#8211; lanciano questo servizio funzionale anche a sostenere i progetti di ricerca in corso, tra i quali lo studio in collaborazione con il Policlinico di Milano e l&#8217;Harvard University, per l&#8217;applicazione nel campo della retinite pigmentosa e delle maculopatie. &#171;Siamo orgogliosi di questa importante collaborazione&#187; commenta Kate Torchilin, CEO di Biocell Center Corporation. &#171;Siamo impazienti di lavorare con un importante gruppo ospedaliero del New England, come il Caritas Christi, per dare alle sue pazienti la possibilit&#224; di crioconservare le cellule da liquido amniotico come assicurazione biologica per i loro figli&#187;.

Altrettanto entusiasta dell&#8217;accordo &#232; il dottor Lucy Bayer-Zwirello, capo del reparto di Medicina materno fetale del Caritas Christi e professore associato di Ostetricia e ginecologia alla Tufts University School of Medicine, secondo cui il &#171;liquido amniotico &#232; una delle fonti pi&#249; ricche di cellule staminali mesenchiali. Cellule che vengono viste da molti come la prossima frontiera nella terapia cellulare: decine infatti gli studi in corso nel campo delle terapie cellulari e della rigenerazione dei tessuti&#187;.

Di staminali amniotiche quali cellule del futuro ha recentemente parlato anche l&#8217;Osservatore Romano che ha definito le staminali amniotiche come &#171;il futuro della medicina e come eticamente accettabili&#187;. Queste cellule infatti hanno la capacit&#224; di diventare cellule di differenti tipi di tessuto e, aggiunge la Ceo Torchilin &#171;una volta correttamente crioconservate possono essere conservate per decenni: da un piccolo campione si pu&#242; ottenere un numero di cellule sufficienti per una procedura medica utile per il bambino dalla nascita fino all&#8217;et&#224; adulta, cos&#236; come per i loro familiari, se necessario. Il tutto senza sottoporre il feto e la mamma ad alcun rischio&#187;.

&#171;Consideriamo questo servizio molto utile per le future mamme &#8211; conclude il dottor Lucy Bayer-Zwirello- perch&#233; d&#224; loro l&#8217;opportunit&#224; unica di conservare le cellule per il futuro del loro bambino. Ho inoltre apprezzato la capacit&#224; di fornire tale servizio aggiuntivo e opzionale alle pazienti, senza modificare la pratica clinica standard&#187;.
da Varese News 10-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Thu Mar 11 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/488</guid>
    </item>
    <item>
      <title>A ROMA TAXI ACCESSIBILI AI DISABILI: MA AI COSTI CHI PENSA?</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/487</link>
      <description>3570 mobilit&#224; accessibileI mezzi pubblici nella Capitale non sono sufficienti: si incentivano i costosi taxi accessibili

La Cooperativa Radiotaxi 3570 ha annunciato che prima dell&#8217;estate entreranno in funzione 20 taxi accessibili ai disabili, e che le unit&#224; arriveranno a 50 entro la fine dell&#8217;anno.
Il progetto 3570 Mobilit&#224; Accessibile &#232; stato realizzato in collaborazione con ANGLAT, con la  Fondazione WALE Onlus, con Ford e Tecnodrive, che hanno fornito e allestito i taxi.

Il modello di taxi scelto permette di trasportare 5 persone (compreso il conducente) pi&#249; una persona in carrozzina ed &#232; provvisto di pedana non motorizzata sulla parte posteriore della vettura.
&#200; dotato di sistemi di sicurezza e di molti confort (tra cui il bluetooth) e dispone di un ampio spazio della cabina.

Il progetto gode del Patrocinio del Comune di Roma, e tutte le vetture appartenenti a questa flotta esporranno il logo del progetto, che vedete come immagine di questo articolo.
Il Comune ha messo a disposizione 250 mila euro, facendo in modo che per ogni tassista che decide di scegliere questa macchina ci sia un contributo di 5mila euro. Sono state inoltre programmate diverse convenzioni con cliniche e centri di riabilitazione.
Il sito della Cooperativa 3570 www.3570.it &#232; accessibile ai disabili sensoriali, e permette di prenotare direttamente online il proprio taxi.

La disponibilit&#224; di taxi accessibili sar&#224; finalmente un&#8217;alternativa valida, seppur troppo costosa, ai mezzi pubblici per i residenti e i numerosi turisti della capitale.
La prima flotta di taxi accessibile &#232; dedicata alla memoria della giornalista RAI Alessandra Bisceglia, prematuramente scomparsa a soli 28 anni per una grave patologia vascolare, per la quale si &#232; costituita la Fondazione WALE Onlus.

Partendo dal presupposto che il taxi non deve essere la soluzione per la mobilit&#224; dei disabili, &#232; comunque importante fornire un servizio aggiuntivo sicuro e puntuale alla mobilit&#224; di una citt&#224; come Roma, e ne diamo atto alla Cooperativa 3570.

Il problema per&#242; &#232; che attualmente la tariffa per i disabili &#232; identica a quella per chi pu&#242; agilmente utilizzare i mezzi pubblici. Possibile che ci sia ancora qualcuno convinto che i disabili prendano il taxi per viaggiare pi&#249; comodi, per evitare la calca dei mezzi pubblici? La realt&#224; &#232; che troppo spesso il taxi rappresenta l&#8217;unica alternativa alla propria auto per tutti coloro che hanno una capacit&#224; motoria sensibilmente ridotta.

Per info:
www.3570.it
da Disabili.com 09-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 09 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/487</guid>
    </item>
    <item>
      <title>CINEMA ACCESSIBILE IN CALABRIA</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/483</link>
      <description>Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project (www.blindsight.eu) e candidata con la Lista Bonino-Pannella nelle circoscrizioni di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria per le regionali 2010, conferma il suo impegno per garantire l'accesso nelle sale cinematografiche per la categorie svantaggiate.
La Raffaeli, che come tutti i disabili sensoriali vive personalmente il problema dell'accessibilit&#224; alla cultura, ha gi&#224; dimostrato la sua determinazione rendendo accessibile un festival internazionale come il Roma Fiction Fest 2009 e ottenendo dallo stesso Gian Luigi Rondi, presidente del Festival di Roma la promessa di rendere accessibile anche questa manifestazione.
A supporto della sua posizione &#232; intervenuto anche Pippo Callipo, uomo deciso e aperto all'innovazione, che ha garantito maggiore attenzione per le politiche sociali e quindi un particolare sostegno alla battaglia della Raffaeli per l'accessbilit&#224; nelle sale cinematografiche.
L'obiettivo di Laura Raffaeli &#232; infatti quello di modernizzare i cinema per renderli accessibili a tutti in quanto luoghi di cultura, aggregazione e intrattenimento che non devono presentare forme di discriminazione. Una simile iniziativa creerebbe inoltre nuove occasioni di lavoro consentendo alla Calabria di essere un'avanguardia in questo settore e rappresentare un esempio importante per tutta la Penisola.

Comunicato Stampa Blindsight Project
</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Mar 08 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/483</guid>
    </item>
    <item>
      <title>YouTube, sottotitoli automatici &quot;in tutte le lingue del mondo&quot;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/482</link>
      <description>Il sito di videosharing pi&#249; popolare annuncia una nuova opzione per poter tradurre i filmati nella lingua preferita dall'utente.
YouTube, sottotitoli automatici &quot;in tutte le lingue del mondo&quot;
UNA PICCOLA rivoluzione nel mondo dei video online e, forse, un colpo definitivo alle barriere linguistiche sul web. Dopo una sperimentazione iniziata a novembre, YouTube ha annunciato l'implementazione di una nuova tecnologia che genera la trascrizione automatica delle parole di un video, permettendo agli utenti di visualizzarne i sottotitoli. Di pi&#249;, i sottotitoli potranno essere tradotti in una lingua diversa da quella del clip, consentendo a persone di ogni provenienza di godersi un discorso tenuto dal presidente Obama o lo spezzone di un film straniero.

Nel giro di pochi giorni parte dei video ospitati da YouTube vedranno comparire l'opzione per visualizzarne i sottotitoli. Baster&#224; cliccare sul bottone &quot;cc&quot; e scegliere in che lingua vederli, tra una lista che include anche l'italiano. In questa prima fase ad essere abilitati saranno solo i filmati in lingua inglese, ma nel blog ufficiale di Youtube, gli sviluppatori annunciano che con il tempo questa funzione verr&#224; allargata ad altre lingue.
 
Sono sempre gli sviluppatori a precisare che la tecnologia di trascrizione automatica presenta ancora molti limiti. Innanzitutto &#232; necessario avere una traccia audio il pi&#249; possibile pulita: scordatevi insomma la trascrizione da un video con troppi disturbi in sottofondo o con voci che si sovrastano. Anche in presenza di una voce ben definita pu&#242; per&#242; capitare che una parola venga fraintesa o confusa. Il sito Mashable segnala come, nonostante siano passate poche ore dal suo rilascio, si ormai un fenomeno diffuso (in gergo &quot;meme&quot;) immortalare gli errori pi&#249; clamorosi di YouTube e postarli su blog e social network. In questo caso &#232; comunque possibile per i proprietari del video intervenire sui sottotitoli e correggere le &quot;gaffe&quot; del sistema.


A spingere il sito di videosharing verso questa implementazione c'&#232; anche una considerazione sociale. &quot;Decine di milioni di persone negli Stati Uniti soffrono di un qualche tipo di disabilit&#224; auditiva  -  viene spiegato sul blog  -  e dei recenti studi prevedono che nel 2015 settecento milioni di persone nel mondo soffriranno di questi problemi&quot;.

Rendere i contenuti accessibili anche a questa porzione di pubblico diventa quindi importante anche in termini numerici. Non &#232; poi un mistero che il sistema delle trascrizioni, fornendo parole precise, permetter&#224; a Google (proprietaria di YouTube) e alla sua piattaforma pubblicitaria di indicizzare al meglio l'advertising sul sito. 
da Repubblica.it 05-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Mar 08 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/482</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Al teatro La Fenice uno spettacolo sulla sordit&#224;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/484</link>
      <description>L'ente nazionale sordi in collaborazione con il Comune di Senigallia organizza sabato 13 marzo al teatro La Fenice una giornata dedicata all'integrazione: &#8220;L'impossibile...possibile&#8221;.

In programma un seminario, a partire dalle ore 16, che prender&#224; avvio con la relazione &#8220;Volare oltre l'ostacolo&#8221; tenuta da Luca Pagliari dedicata al deltaplanista Angelo D'Arrigo. Seguir&#224; Sanzio Antonioni con &#8220;Viaggiatore al limite dell'assurdo&#8221;.

&#8220;Siamo lieti di tornare a Senigallia che consideriamo una terra d'integrazione, - dice Diego Pieroni presidente della sezione provinciale dell'Ens - l'obiettivo della nostra attivit&#224;, che coinvolge anche le scuole, &#232; diffondere la cultura dell'accessibilit&#224; per ottenere una vera integrazione e rendere la nostra disabilit&#224; sempre pi&#249; visibile&#8221;.

La giornata concluder&#224; con lo spettacolo, alle ore 21.30, &#8220;Onde non solo parole&#8221; della compagnia Elidan in italiano e lingua dei segni.
di Francesca Morici
francesca@viveremarche.it
da Viveresenigallia.it 06/03/2010 </description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Mar 08 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/484</guid>
    </item>
    <item>
      <title>&quot;Nessun parli&quot;, quattro serate per capire il mondo della sordit&#224;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/485</link>
      <description>La Spezia. L&#8217;E.N.S. &#8211; Ente Nazionale Sordi &#8211; Sezione Provinciale della Spezia, in collaborazione con l&#8217;Istituzione per i Servizi Culturali e gli assessorati alle attivit&#224; produttive e al welafare community, ha organizzato un&#8217;iniziativa denominata &#8220;NESSUN PARLI&#8221; che si articola in quattro serate organizzate grazie al prezioso supporto di altrettanti ristoranti e osterie della nostra citt&#224;: &#8220;Hosteria al Leon D'oro&#8221;, VeV&#232; &#8220;Happy Restaurant&#8221;, Osteria Duccio e Loggia de' Banchi. Lo scopo principale delle serate &#232; quello di sensibilizzare i partecipanti alla cultura sorda facendoli vivere con un punto di vista diverso, quello dei Sordi.
Sono serate, dunque, vissute da un altro punto di vista ossia quello di una persona sorda e durante le cene verranno infatti proposti men&#249; tipici locali con una sola regola: nessun parli ma comunicando senza voce usando altri mezzi come il mimo, l'espressione del viso, il linguaggio del corpo e magari, per chi la conosce, la Lingua dei Segni Italiana. Per quelle serate i camerieri saranno sordi ed il bello sar&#224; mettersi in gioco per ordinare il men&#249;.
Per partecipare &#232; possibile contattare direttamente i locali che hanno aderito all&#8217;iniziativa e prenotare.
Il calendario delle serate inizia il 13 marzo presso &#8220;Hosteria Leon d&#8217;Oro in via Baracchini 16 tel 0187 702295; il 9 aprile presso il ristorante VeV&#232; &#8220;Happy Restaurant&#8221; via Cadorna, 18 tel 0187735004; venerd&#236; 7 maggio Osteria Duccio via Fratelli Rosselli, 17 tel 0187258602 e gioved&#236; 10 giugno Loggia de&#8217; Banchi, via Mazzolani, 32 tel 3409475555
&#200; un&#8217;iniziativa molto importante che permette, quindi, di comprendere direttamente le difficolt&#224; che vive una persona sorda grazie all'impatto diretto e un modo simpatico, ma intelligente, per informare e soprattutto fare capire le difficolt&#224; che spesso le persone con deficit sensoriali possono incontrare.
da Cittadellaspezia.com 06/03/2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Mar 08 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/485</guid>
    </item>
    <item>
      <title>BukBuk: arriva il social network dei libri digitali</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/486</link>
      <description>E' nella sua fase iniziale, ma il servizio promette molto bene: arriva un nuovo social network di libri digitali, proveniente da www.ilgerone.net, sito mantenuto da uno staff di volontari disabili sensoriali che da molto tempo danno una grossa mano ai disabili sensoriali, specie i non vedenti, informatizzati con progetti di vario tipo: il programma di navigazione gratuito LoadStone, il progetto RockBox per vocalizzare i lettori mp3, l'accessibilit&#224; del mondo Apple... ed ora arriva questa nuova iniziativa tutta da scoprire: BukBuk.
Sottoforma di social network, la comunit&#224; vuole essere una piattaforma di condivisione per tutti coloro che amano la lettura ma che, per problemi chiaramente alla vista, non possono accedere ai libri in formato cartaceo, n&#233; agli eBook. Anche a livello legale, questo spazio, non dovrebbe essere un problema in quanto il libro, stando in formato txt, non contiene alcun tipo di formattazione/impaginazione, BukBuk consente di avere un'area pubblica e un'area privata con la propria biblioteca, cercare i libri per parola chiave(anche il nome dell'autore eventualmente); la comunit&#224; &#232; ancora in fase molto embrionale, ma conta sulla collaborazione di pi&#249; persone possibili: pi&#249; siamo, pi&#249; libri ci saranno. Non c'&#232; alcuna associazione od organizzazione che mette migliaia di libri al giorno, ma con l'andare del tempo la situazione potrebbe davvero migliorare di molto.
</description>
      <author>Talksina</author>
      <pubDate>Mon Mar 08 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/486</guid>
    </item>
    <item>
      <title>DIRITTO DI VOTO NEI SEGGI ITALIANI (DISCRIMINAZIONI E DISINFORMAZIONE)</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/481</link>
      <description>Il 28 e il 29 marzo prossimi ci si recher&#224; alle urne per votare, ma come voteranno i disabili? Ad esempio chi non vede o vede poco, chi &#232; privo delle mani, chi non potr&#224; uscire di casa? Risponde Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project (www.blindsight.eu) onlus no profit per disabili sensoriali, candidata per queste elezioni con la Lista Bonino-Pannella alla carica di consigliere regionale in Calabria, per le province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, lei stessa disabile sensoriale:

&quot;Ogni volta che mi sono recata a votare ho incontrato mille inutili difficolt&#224;, e menomale che non ci sono nata cieca, altrimenti avrei perso di sicuro la voglia di recarmi alle urne!&quot; risponde e poi aggiunge &quot;Il personale presente ai seggi non &#232; quasi mai informato, anzi senza quasi: una volta mi dissero addirittura che il cane guida non poteva entrare in cabina! Ero ancora a Roma e fui costretta a chiamare i carabinieri per fare cosa? Per fare una cosa cos&#236; importante, forse l'unico momento veramente privato di ogni cittadino italiano: votare! Tra i requisiti richiesti per l&#8217;esercizio del diritto di voto (art. 48 Cost.), non vi sono particolari caratteristiche fisiche n&#233; motorie degli elettori, tantomeno condizioni di salute. Il problema per noi disabili visivi (ciechi o ipovedenti) &#232; che non possiamo votare da soli, quindi dobbiamo farlo con un accompagno di nostra fiducia in cabina, come per chi &#232; privo degli arti anteriori e non solo, quindi arrivati al seggio ci troviamo sempre di fronte a persone che non sanno come comportarsi, sono tutti molto disinformati, o addirittura proprio all'oscuro umiliando per questo noi disabili obbligati al voto assistito. La colpa non &#232; tanto dei politici come dicono in molti ma di chi non ha informato nessuno finora, dal voto assistito al cane guida (ausilio sconosciuto solo in Italia!&quot; continua Laura Raffaeli &quot;La legge parla chiaro, in breve dice questo:

&quot;Gli elettori fisicamente impediti (i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravit&#224;) possono esercitare il proprio diritto di voto con l'aiuto di un elettore della propria famiglia, o, in mancanza, possono scegliere come accompagnatore un altro elettore, purch&#233; iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano, che accompagni un solo disabile per ciascuna consultazione elettorale. L'impedimento pu&#242; essere dimostrato con certificato medico rilasciato gratuitamente dalle sedi dell'Azienda sanitaria locale, in alternativa si pu&#242; preventivamente chiedere all'ufficio elettorale del proprio Comune l'annotazione permanente del diritto al voto assistito sulla propria tessera elettorale. Tale annotazione consente l'ammissione al voto assistito senza ulteriori formalit&#224;, anche in occasione di successive consultazioni elettorali. Per ottenere tale timbro &#232; sufficiente recarsi all'ufficio elettorale muniti di un certificato attestante la minorazione visiva o del libretto di pensione rilasciato dall'INPS*. La legge n. 22/2006 ha introdotto poi la possibilit&#224; del voto a domicilio per le persone affette da gravi infermit&#224;, tali da non consentire loro di allontanarsi dalla dimora e che dipendano vitalmente da apparecchiature elettromedicali. Per usufruire di questa possibilit&#224; bisogna fare richiesta al Sindaco del Comune di dimora, accompagnata da una fotocopia della tessera elettorale ed un certificato medico, da cui risulti che l&#8217;infermit&#224; comporta una &#8220;dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tale da impedire all&#8217;elettore di recarsi al seggio&#8221; e l&#8217;eventuale necessit&#224; del soggetto di essere assistito durante l&#8217;esercizio del voto. Il presidente del seggio elettorale competente per territorio, insieme ad uno scrutatore ed al segretario, si recher&#224; presso l'abitazione del disabile per raccogliere il voto.&quot;

Sarebbe bastato diffondere queste notizie per i seggi, da quando uscirono le regole (e non &#232; l'altro ieri..), affinch&#233; si dissolvesse ogni discriminazione che a volte costringe il disabile a non votare, come successo a me una volta: &quot;spaventati&quot; dalla mia cecit&#224;, non hanno creduto subito a quanto dichiaravo loro e sto dicendo ora, non hanno ritenuto sufficiente il fatto che glielo dicesse una cieca addirittura presidente di categoria, la portarono cos&#236; alle lunghe quindi - tra telefonate per avere conferma di quanto dicevo loro e varie ipotesi infondate - che il tempo utile per farmi votare alla fine scadde!
Non sono l'unica purtroppo, sono numerose le lamentele che ogni volta arrivano a Blindsight Project da parte dei disabili visivi sottoposti a questi episodi anacronistici per fare una cosa cos&#236; semplice al tempo stesso importantissima come esercitare il diritto di voto.
Ricordo a chi vuole votarmi nelle province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria che dovr&#224; semplicemente barrare, o far barrare, il simbolo della Lista Bonino-Pannella e scriverci accanto &quot;Raffaeli&quot; (con una sola elle). Sar&#224; comunque mia premura fare in modo che queste informazioni, relative alle regole del voto assistito, possano averle in ogni seggio, con la speranza sempre che un giorno ci si renda finalmente conto che siamo gi&#224; entrati nel secondo decennio di un nuovo millennio e che esiste da tempo anche il voto elettronico: pi&#249; ecologico, in quanto tonnellate di carta sarebbero risparmiate, pi&#249; fruibile e accessibile ad ogni cittadino (disabile o no), pi&#249;  veloce e sicuro in quanto un computer farebbe tutto il lavoro dello spoglio in pochi minuti. Ci guadagneremmo tutti, dalla salute alla dignit&#224;.&quot;.
(Blindsight Project News per Laura Raffaeli
candidata nelle circoscrizioni di: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria per la Lista Bonino-Pannella - www.lauraffaeli.net)

*Per gli ELETTORI DISABILI VISIVI &#232; necessario esibire il libretto nominativo di pensione attualmente rilasciato dall&#8217; INPS nel quale sia indicata la categoria generica &#8220;invciv&#8221; ed apposita documentazione sanitaria, rilasciata da medico legale ed attestante l&#8217;impossibilit&#224; ad esercitare autonomamente il diritto di voto, o il libretto nominativo di pensione precedentemente rilasciato dall&#8217; INPS o dal Ministero dell&#8217;Interno nel quale sia indicata la categoria &#8220;ciechi civili&#8221; ed un numero attestante la cecit&#224; assoluta del titolare del libretto (uno dei seguenti numeri di codice o fascia: 06, 07, 10, 11, 15, 18, 19).
</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Sun Mar 07 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/481</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Se vera inclusione &#232;, dev'esserlo anche a scuola!</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/480</link>
      <description>&#171;Dobbiamo difendere questa nostra scuola pubblica, basata proprio sulle diversit&#224;&#187;, scrive Giampiero Griffo, &#171;dobbiamo difenderla perch&#233; le sfide del mondo futuro saranno quelle di confrontarsi con nuove culture, con nuove etnie, con persone che hanno vissuto in modo diverso la vita, lo sviluppo sociale e culturale, ma che nello stesso tempo sono come noi titolari di diritti umani. E dev'essere una scuola inclusiva, senza classi speciali, che garantisca a tutti i sostegni adeguati, come bene ha compreso chi ha elaborato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit&#224;, dalla quale arriva uno straordinario passaggio culturale: dal riconoscimento dei bisogni a quello dei diritti&#187;. Un'impresa ardua, forse, in un Paese come il nostro che non sa nemmeno valorizzare il proprio &quot;primato&quot; di educazione inclusiva, un Paese dove &#232; proprio il Ministero dell'Istruzione a non far rispettare le leggi dello Stato. Ma un'impresa indispensabile

Di recente si &#232; svolta in Spagna la Conferenza Mondiale sull'Educazione Inclusiva di Salamanca [l'evento ha avuto luogo dal 21 al 23 ottobre 2009; se ne legga in questo sito cliccando qui, N.d.R.], in occasione dei quindici anni dall&#8217;approvazione della Dichiarazione di Salamanca del 1994 [&quot;Dichiarazione di Salamanca sui principi, le politiche e le pratiche in materia di educazione e di esigenze educative speciali&quot;, Unesco 1994, N.d.R.]. Quest'ultima ha rappresentato uno stimolo per tutti i Paesi a definire e a sostenere sistemi educativi inclusivi. In tale occasione si &#232; fatto il punto su cosa &#232; avvenuto dal 1994 ad oggi, con dati e analisi che cercher&#242; di riportare, nel tentativo anche di legare questa riflessione internazionale alla nostra situazione italiana.

Per prima cosa, l&#8217;Italia - che su questi temi si pone come il pi&#249; avanzato tra i Paesi - non era presente a quella Conferenza e gi&#224; questo &quot;sgomenta&quot;, in quanto vuol dire che lo Stato che in Europa e nel mondo promuove una linea totalmente inclusiva, non sa nemmeno valorizzare quello che fa.
A Salamanca &#232; stato evidenziato come siano circa 67 milioni nel mondo i bambini che non vanno a scuola, la gran parte dei quali nei Paesi in Cerca di Sviluppo. 25 milioni sono bambini con disabilit&#224;. Se esaminiamo i dati dell'Agenzia Europea per lo Sviluppo dei Bisogni Educativi Speciali, scopriamo che in Europa il 60,9 % di bambini delle scuole primarie - pari a un milione e 384.000 - frequenta classi o scuole speciali. Il che significa che il processo avviato in Italia - che oggi vive delle difficolt&#224; per una serie di &quot;miopie istituzionali&quot; - in altri Paesi &#232; ancora lungi dall'essere raggiunto. Abbiamo in sostanza 400.000 bambini in Germania, 240.000 in Francia, 100.000 nel Regno Unito che sono in classi speciali, anche se negli ultimi anni la tendenza va nella direzione di sistemi educativi inclusivi, sul modello italiano.

A questo punto va ricordato che la scuola speciale in Italia - prima della Legge 517/77 - vedeva circa 40.000 bambini che frequentavano le classi speciali primarie. Oggi siamo arrivati a circa 186.000 studenti con disabilit&#224; iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado e la popolazione italiana non &#232; aumentata in proporzione. Il che significa che la scuola speciale esclude, cancella, non permette l&#8217;accesso all&#8217;educazione.
Se andiamo poi a vedere cosa sta succedendo nel mondo, una ricerca curata da Inclusion International e presentata proprio a Salamanca - dopo avere raccolto questionari dalle associazioni aderenti in settantacinque Paesi - dimostra che il percorso &#232; ancora lungi dall&#8217;essere raggiunto. E tuttavia, confrontando i dati di oggi con quelli di quindici anni fa, la strada verso la scuola inclusiva sembra tracciata.
Va detto poi che la questione dell&#8217;inclusione non riguarda solo la garanzia del diritto allo studio per gli studenti con disabilit&#224;, ma le stesse famiglie. Infatti, quando si esclude un bambino si esclude anche la sua famiglia. E al tempo stesso la segregazione in classi speciali coincide anche con l'esclusione degli altri bambini, che in tal modo non potranno conoscere la condizione di disabilit&#224;.

Oggi ci troviamo in una situazione, a livello mondiale, in cui esiste una lunga storia di globalizzazione dei diritti, che parte dal dopoguerra e che si riconosce nelle Convenzioni Internazionali delle Nazioni Unite. Tra le fasce sociali a rischio di violazione dei diritti umani siamo entrati anche noi, persone con disabilit&#224;. Dall&#8217;altra parte c&#8217;&#232; un processo che tende a ridurre la logica di tutti i diritti all&#8217;economia. A cancellare e a ridurre il ruolo dello Stato e a dire: &#171;Visto che non ci sono soldi, non ti posso garantire i diritti&#187;. Il confronto tra la globalizzzione dell&#8217;economia e quella dei diritti &#232; aspro e le associazioni di persone con disabilit&#224; devono schierarsi con chiarezza.
Una ricerca di qualche anno fa, curata dall&#8217;OCSE [Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, N.d.R.], ha fatto emergere come l'educazione speciale costi dalle sette alle nove volte pi&#249; dell'educazione inclusiva. Quindi l&#8217;approccio economico non ha molto fondamento. Se poi viene confrontato con il contributo alla societ&#224; che pu&#242; dare un cittadino formato, l&#8217;approccio si rovescia proprio: la possibilit&#224; di conseguire finalmente un titolo di studio ha permesso nel nostro Paese di occupare circa 30.000 persone con disabilit&#224; intellettiva sul mercato del lavoro. Vero &#232;, d&#8217;altro canto, che la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit&#224; ha fatto emergere un dato reale: siamo ancora &quot;ospiti di questa societ&#224;&quot;, non ne siamo ancora parte. La Convenzione, infatti, sottolinea il fatto che cos&#236; come per anni &#232; accaduto per le donne, gli immigrati e altri, la societ&#224; non riconosce i diritti ad alcune fasce di cittadini, anzi pensa che sia le gittimo violarli.

Qui non si pu&#242; non evidenziare lo straordinario passaggio culturale attuato dalla Convenzione: si &#232; passati infatti dal riconoscimento dei bisogni a quello dei diritti delle persone con disabilit&#224;. E anche qui, nella terminologia e negli approcci culturali che stanno dietro all&#8217;educazione inclusiva, dovremmo forse ripensarne alcuni; forse bisognerebbe superare la stessa definizione di bisogni educativi speciali, perch&#233; &#232; fuorviante. Perch&#233; il bambino immigrato ha special needs education [&quot;bisogni educativi speciali&quot;, appunto, N.d.R.], il bambino con una famiglia distrutta ha special needs education e anche il bambino &quot;normale&quot; ce li ha (la parola &quot;normale&quot;, del resto, &#232; di per s&#233; senza senso, perch&#233; siamo tutti &quot;normali&quot;).
Tutti i bambini, dunque, hanno bisogni educativi speciali e quindi il termine non ci serve. A noi serve che i bambini abbiano i sostegni per andare a scuola e siano riconosciuti i loro diritti umani, indipendentemente dalle loro caratteristiche. Questo &#232; un punto essenziale della Convenzione e l&#8217;Italia, che l'ha ratificata [con la Legge 18/09, N.d.R.], dovrebbe cominciare a pensare che non si tratta di un documento tra gli altri, di una carta. Si tratta bens&#236; di una legge internazionale da applicare, una legge il cui articolo 24 (Educazione) &#232; stato scritto grazie anche allo sforzo della Delegazione Italiana di far passare la logica inclusiva in tutto il mondo.
Quell&#8217;articolo, infatti, &#232; frutto anche del lavoro del nostro Paese, e dei suoi rappresentanti che erano a New York, quando l&#8217;articolo stesso &#232; stato scritto. Erano molti i Paesi che non volevano l'educazione inclusiva e la battaglia - che ha visto il grande impegno anche del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilit&#224;) e della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), insieme a quello di tante altre associazioni - si &#232; basata su una logica semplice: se io sono escluso e voglio essere incluso, c&#8217;&#232; qualche parte della societ&#224; in cui posso fare eccezione? No, anche la scuola deve garantire l'inclusione.

E tuttavia questo tipo di logica oggi &#232; messo fortemente in discussione. Nella mia Regione, la Campania, ci sono classi di 36 alunni, 6 dei quali con disabilit&#224;. Un dato che &#232; emerso perch&#233; la Regione ha realizzato un'indagine, non perch&#233; l&#8217;abbia fatta il Ministero. Eppure vi sono norme precise che riguardano la disciplina del rapporto tra alunni con disabilit&#224; e numero di alunni per classe. Pensate al paradosso: il primo a non far rispettare una legge dello Stato &#232; il Ministero dell'Istruzione!
Inoltre, questa situazione va contro la sicurezza nelle scuole, che non dovrebbero avere pi&#249; di 25 alunni per classe. Esse sono costruite cos&#236; perch&#233; le norme prevedono un rapporto preciso di sicurezza tra numero di alunni e spazi nelle classi, fissato proprio a un massimo di 25 studenti. Quella classe che ho citato, in Campania, verrebbe ad esempio chiusa dai Vigili del Fuoco...
E non &#232; un'invenzione astratta nemmeno quel rapporto tra alunni con disabilit&#224; e alunni per classe previsto dalle leggi. Esso non pu&#242; essere determinato da logiche puramente economiche, ma &#232; esattamente quell&#8217;accomodamento ragionevole che - previsto dall'articolo 5 della Convenzione - l&#8217;Italia ha identificato per garantire l'uguaglianza di opportunit&#224; nell&#8217;educazione dell&#8217;alunno con disabilit&#224;. Non rispettare ci&#242; &#232; una violazione dei diritti umani perch&#233; (articolo 2 della Convenzione) il rifiuto di un accomodamento ragionevole &#232; appunto una discriminazione basata sulla disabilit&#224;, ovvero una violazione di diritti umani.
In questi ultimi anni il Ministero si sta assumendo questa responsabilit&#224;: di violare i diritti umani degli alunni con disabilit&#224;, ma anche di quelli degli altri alunni, perch&#233; si abbassa il livello di qualit&#224; dell&#8217;educazione per tutti, sulla base dell&#8217;esigenza di risparmiare: ma non si potrebbe risparmiare, ad esempio, sulle spese militari?
Dai vari viaggi che faccio in Europa, noto come altri Paesi investano sull'educazione. Essi ritengono che la maggiore risorsa di un Paese siano i saperi, le conoscenze, la capacit&#224; della popolazione di saper maneggiare il moderno sistema economico, il moderno sistema sociale. Avere le competenze per entrare sul mercato del lavoro e quindi essere competitivi - brutta, ma necessaria parola. L'Italia rischia di non essere competitiva. Rischia seriamente di perdere una parte dei suoi patrimoni, che sono quelli educativi, perch&#233; non investe in questo settore.

Attraverso la Convenzione dobbiamo arrivare a costruire un sistema diverso e nuovo di monitoraggio dei diritti e della condizione delle persone con disabilit&#224;, anche perch&#233; la Convenzione stessa si basa su una definizione della disabilit&#224; che non &#232; quella della legislazione italiana. Perch&#233; la disabilit&#224; &#232; il risultato dell'interazione tra persone con menomazione e barriere comportamentali e ambientali, che impediscono la loro piena ed efficace partecipazione alla societ&#224; su una base di uguaglianza con gli altri. Io non nasco disabile, &#232; la societ&#224; che mi fa diventare tale.
Ci sono persone che si muovono in sedia a rotelle, che si orientano col cane guida, che parlano senza udire, che hanno una comunicazione di tipo diverso, ma la societ&#224; si &#232; dimenticata di loro. Perci&#242; dobbiamo costruire un sistema di monitoraggio che risponda alle domande: &#171;La scuola italiana, quali ostacoli pone agli studenti con disabilit&#224;?&#187;; &#171;Quali sono i problemi che devono essere superati per garantire a tutti il diritto costituzionale all&#8217;educazione?&#187;.
Lo scorso anno Pablo Pineda, uno studente spagnolo, ha acquisito la laurea [Superando se n'&#232; occupato con il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.]. Lo scandalo, la sorpresa dov&#8217;era? Era una persona con sindrome di Down. Tutti si sono chiesti: &#171;Come ha fatto?&#187;. Ma il problema &#232; inverso: Pablo, infatti, ha avuto i sostegni per poter arrivare a diventare, appunto, un laureato. Quanti Pablo Pineda avrebbero potuto giungere allo stesso livello di studio? Il problema &#232;: la nostra scuola garantisce a tutti, e anche a persone come lui, i sostegni adeguati per essere studenti e arrivare all&#8217;universit&#224;? Questo &#232; il cambiamento culturale e la Convenzione introduce la necessit&#224; di valutare quali ostacoli e barriere ci impediscono di arrivare a questo risultato.
In questo senso il movimento di persone con disabilit&#224; deve promuovere ed essere protagonista nel campo della ricerca, della riflessione culturale e tecnica e allo stesso tempo costruire appropriati strumenti di monitoraggio. L&#8217;alleanza che in questa sala &#232; evidente, tra associazioni e operatori del settore della scuola che credono che la scuola di qualit&#224; sia una scuola inclusiva, &#232; uno strumento che dobbiamo saper utilizzare.

L&#8217;Osservatorio sulla Condizione delle Persone con Disabilit&#224; - previsto dalla Legge 18/09, che ha ratificato la Convenzione nel nostro Paese - dovrebbe lavorare su questo. Dovrebbe iniziare a capire, territorio per territorio, quali sono gli ostacoli, le barriere, gli elementi che impediscono a questi bambini, a questi ragazzi di avere gli stessi diritti degli altri. Questo sistema di monitoraggio ci deve aiutare a &quot;fare politica&quot;. A dimostrare che se un bambino Down non pu&#242; studiare non &#232; perch&#233; sia &quot;un poverino che non ce la fa&quot;, ma perch&#233; non ha i sostegni adeguati. Questo &#232; l&#8217;elemento di cambiamento che dobbiamo introdurre.
La Costituzione Italiana riconosce il diritto di tutti all'educazione ed &#232; stata una conquista importante. Oggi non possiamo tornare indietro, pensando che questo diritto venga rimesso in discussione sulla base di ragionamenti economicistici; sarebbe un suicidio per la societ&#224; e per il sistema scolastico, che si troverebbe progressivamente a perdere colpi nella competitivit&#224; internazionale.

Dobbiamo pensare che la scuola - che abbiamo costruito in Italia anche con il nostro contributo - &#232; una scuola che si basa sulle diversit&#224;. Dobbiamo difenderla, perch&#232; le sfide del mondo del futuro saranno queste: confrontarsi con nuove culture, con nuove etnie, confrontarsi con persone che hanno vissuto in modo diverso la vita, lo sviluppo sociale e culturale, ma che nello stesso tempo sono come noi titolari di diritti umani.
Allora, se la formazione nella scuola &#232; importante, bisogna anche promuoverne l&#8217;utilizzo. Il sindacato non dovrebbe pi&#249; firmare contratti ove non sia riconosciuta la formazione come elemento essenziale all&#8217;interno del corpo docente. Formare sui diritti umani tutti gli operatori, prima di tutto, e rimotivare un sistema che oggi viene messo in crisi da tante vere &quot;picconate&quot;.
Quando noi diciamo che la diversit&#224; ci appartiene, &#232; perch&#233; anche in una sala come questa chi pu&#242; dire di essere uguale a un altro? Chi pu&#242; dire di essere il modello di normalit&#224; cui bisogna configurarsi? Nessuno. Ed &#232; proprio questo che dobbiamo capire: la scuola non funziona con gli standard astratti, ma funziona su persone concrete. In tal senso adrebbero ripensati anche i sistemi di valutazione standard, i PISA dell'OCSE [Programme for International Student Assessmente, N.d.R.]. I criteri di valutazione e di comparazione tra i vari sistemi educativi sono validi fino a un certo punto. Oggi abbiamo sempre pi&#249; bisogno di entrare nel merito degli interventi di sostegno all'educazione, e non di standard astratti.

E allora la conclusione &#232; uno slogan, ma anche un stimolo. Quando diciamo Nulla su di Noi Senza di Noi &#232; uno slogan che vale per noi, ma anche per gli insegnanti: dobbiamo recuperare il ruolo di protagonisti all&#8217;interno delle singole aree di intervento.
Per noi significa che finalmente parliamo direttamente. Nessuno parla a nostro nome. Ma dall'altro lato significa che bisogna recuperare la dignit&#224;, la forza, la capacit&#224;, per dimostrare che non &#232; vero che il sistema Italia non funziona. C&#8217;&#232; bisogno di uno slancio diverso, in cui il settore pubblico sia riconosciuto come un valore e un bene per tutti e dove ognuno si senta di appartenere a un sistema educativo inclusivo, che garantisca, attraverso regole precise, il diritto di tutti ad essere educati.
In altre parole, non &#232; vero che rimaniamo indietro perch&#233; siamo pi&#249; deboli, ma perch&#233; siamo discriminati e senza uguaglianza di opportunita. La rimozione delle discriminazioni e il sostegno al conseguimento della pari opportunit&#224; sono compiti primari dello Stato.

*Membro dell'Esecutivo Mondiale di DPI (Disabled peoples' International). Componente della Delegazione Italiana che ha contribuito all'elaborazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit&#224;. Il presente intervento &#232; stato pronunciato il 13 febbraio 2009 a Roma, durante il convegno conclusivo del Concorso Le chiavi di Scuola 2009, promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Ringraziamo Giuliano Giovinazzo per la collaborazione.
da Superando.it 03-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Fri Mar 05 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/480</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Congedo straordinario per l'assistenza dei disabili senza coabitazione</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/479</link>
      <description>ROMA. Il 'condominio' giustifica la possibilit&#224; di assistere familiari disabili e, quindi, il diritto a fruire di permessi dal lavoro. Il congedo, in altre parole, spetta anche quando i due soggetti non coabitano (chi presta e chi riceve assistenza), purch&#233; abbiano residenza nello stesso comune, identico indirizzo e medesimo numero civico, ma (appunto) interni diversi. La novit&#224;, che di fatto amplia la possibilit&#224; di fruire del 'congedo straordinario per l&#8217;assistenza di persone con handicap grave', arriva da una nota del 18 febbraio del ministero del Lavoro in risposta ad appositi quesiti.
Il 'congedo straordinario', indennizzato, &#232; finalizzato all&#8217;assistenza di persone con handicap grave. La disabilit&#224; si considera grave se la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l&#8217;autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo. Ne hanno diritto il coniuge se convivente con la persona gravemente disabile; i genitori, naturali oppure adottivi, e gli affidatari di persone con disabilit&#224; per i quali sia stata accertata la situazione di gravit&#224;; i fratelli o le sorelle (alternativamente) conviventi con il soggetto portatore dell&#8217;handicap grave; i figli conviventi con la persona in situazione di disabilit&#224; grave.
Per ottenere il diritto al congedo &#232; richiesto il possesso degli stessi requisiti che permettono di aver diritto alle speciali agevolazioni previste dalla legge sull&#8217;handicap, la cosiddetta ' 104' (che prevede il riconoscimenti di giorni di permesso mensili retribuiti; il prolungamento del congedo parentale; i permessi orari retribuiti).
Il congedo pu&#242; essere fruito per una durata massima di due anni nell&#8217;arco della vita lavorativa. Tale soglia costituisce il limite del periodo massimo di permessi complessivamente fruibile tra tutti gli aventi diritto, con riferimento a ciascuna persona affetta da disabilit&#224; grave. Ai fini della fruizione, il congedo pu&#242; essere frazionato a giorni, settimane, mesi. &#200; retribuito con indennit&#224; pari all&#8217;ultima retribuzione in godimento o effettivamente percepita nell&#8217;ultimo mese che precede l&#8217;astensione dal lavoro; l&#8217;Inps riconosce la copertura previdenziale (contribuzione figurativa). Il tutto (contributi e indennit&#224;) spetta fino a un importo complessivo pari per l&#8217;anno 2010 a euro 43.576,06 (euro 43.276,13 per l&#8217;anno 2009).
Per ottenere il permesso va presentata apposita domanda all&#8217;Inps in duplice copia (vanno utilizzati i moduli Hand4 per i genitori, Hand5 per fratelli e sorelle, Hand6 per il coniuge e Hand7 per i figli, disponibili presso gli uffici Inps e sul sito internet www. inps. it). L&#8217;istituto previdenziale restituisce una copia per ricevuta che deve essere presentata al proprio datore di lavoro. Alla domanda bisogna allegare la documentazione della Asl dalla quale risulti la gravit&#224; dell&#8217;handicap.
Daniele Cirioli
La novit&#224; arriva da una nota di risposta del ministero del Lavoro
da Avvenire 03-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Fri Mar 05 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/479</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Anche gli insegnanti d'arte possono iscriversi ai corsi per il sostegno degli alunni</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/476</link>
      <description>BARI. Con la sentenza 14 gennaio 2010, n.56 del TAR Puglia arriva un'importante affermazione di diritto in favore degli abilitati COBASLID, insegnanti abilitati all'insegnamento delle materie artistiche e musicali, che ad oggi non si vedono riconosciuto il diritto ad ottenere l'abilitazione al sostegno in favore di alunni con handicap.

I corsi COBASLID sono stati istituiti a partire dall&#8217;a.a. 2004/2005 con i DD.MM. 82 del 07.10.2004 e n.456 del 03.08.2005 per la formazione dei docenti nelle classi di concorso 7A, 18A, 21A, 22A, e 28A.

Ai sensi dell&#8217;art14, c.2 Legge 104/92, &#8220;I piani di studio delle scuole di specializzazione di cui all'articolo 4 della legge 19 novembre 1990, n.341, per il conseguimento del diploma abilitante all'insegnamento nelle scuole secondarie, comprendono, &#8230; discipline facoltative, attinenti all'integrazione degli alunni handicappati&#8230; Nel diploma di specializzazione conseguito ai sensi del predetto articolo 4 deve essere specificato se l'insegnante ha sostenuto gli esami relativi all'attivit&#224; didattica di sostegno per le discipline cui il diploma stesso si riferisce, nel qual caso la specializzazione ha valore abilitante anche per l'attivit&#224; didattica di sostegno.&#8221;

Anche in esecuzione di tale norma, il Ministero dell&#8217;Universit&#224; disciplinava con D.M. 26.05.1998 i criteri generali per la disciplina da parte delle Universit&#224; degli ordinamenti delle Scuole di Specializzazione all&#8217;insegnamento secondario (SSIS), prevedendo, in particolare, all&#8217;art.4, c.8, che &#8220;sono previste specifiche attivit&#224; didattiche aggiuntive, per almeno 400 ore, attinenti l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, al fine di consentire, per lo studente che lo desidera, di acquisire quei contenuti formativi in base ai quali il diploma di specializzazione abilita all'attivit&#224; didattica di sostegno ai sensi dell'articolo 14, comma 2 della legge 5 febbraio 1992, n.104&#8221;.

Parimenti, con D.M. 31.10.2006 n.56/2006, per l&#8217;a.a. 2006/2007 &#8220;al fine di garantire parit&#224; di trattamento ai docenti che hanno frequentato i suddetti corsi biennali [COBASLID] &#8211; di dover assicurare un monte ore analogo a quello stabilito dal D.M. 26 maggio 1998 ed in particolare dall&#8217;art.4 &#8211; c.8 &#8211; che prevede specifiche attivit&#224; didattiche aggiuntive, per almeno 400 ore, attinenti l&#8217;integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, al fine di consentire l&#8217;acquisizione di quei contenuti formativi in base ai quali il diploma di specializzazione abilita all&#8217;attivit&#224; didattica di sostegno, ai sensi del suddetto art.14, c.2 della legge 5 febbraio 1992, n.104&#8221;, nel presupposto che i corsi COBASLID organizzati dalle Istituzioni Artistiche e Musicali &#8220;sono del tutto equivalenti ai corsi di specializzazione per l&#8217;insegnamento nel settore artistico istituiti presso le Universit&#224;&#8221;, il Ministero dell&#8217;Universit&#224; ha riconosciuto la facolt&#224; p er le Accademie di Belle Arti statali di &#8220;organizzare specifici moduli relativi ad attivit&#224; didattiche aggiuntive attinenti l&#8217;integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, riservati a docenti gi&#224; abilitati nei suddetti corsi [COBASLID] e sprovvisti del titolo specifico&#8221; (art.1) per un totale di 400 ore di lezione.

Successivamente, con D.M. 11 del 30.01.2007, si precisava che &#8220;Le attivit&#224; didattiche di cui all'articolo 2 del citato Decreto Ministeriale n. 56/06 e alla relativa tabella A) ai fini del conseguimento del titolo, sono integrate, mediante specifiche convenzioni con le Scuole di Specializzazione per l'insegnamento secondario, da un ulteriore modulo di 120 ore &#8230; ovvero dalla presentazione di un lavoro monografico elaborato su contenuti individuati d'intesa con le stesse scuole nei predetti ambiti multidisciplinari&#8221;.

Questo il quadro normativo. In sostanza, solo per l&#8217;a.a. 2006/2007 i diplomati COBASLID, qualora le Accademie di Belle Arti avessero voluto, avrebbero potuto frequentare un corso di 400 ore (eventualmente integrato da altre 120 ore o da una monografia in ambito multidisciplinare definito d&#8217;intesa con le SSIS) al fine di ottenere l&#8217;abilitazione al sostegno.

Dopo di allora, il vuoto. Dopo di allora i diplomati COBASLID che vogliono ottenere l&#8217;abilitazione per il sostegno non possono, per mancanza dei corsi organizzati dalle Accademie di Belle Arti. Molti di loro hanno pertanto ritenuto di poter seguire i corsi organizzati dalle SSIS, presentando a tal fine apposita domanda, sul presupposto (confermato peraltro dal Ministero in numerosi provvedimenti, quale, ad es. il D.M. 17.02.2006, n.73) che l&#8217;abilitazione COBASLID e SSIS fossero equipollenti e quindi che ottenere l&#8217;abilitazione presso un&#8217;Istituzione o un&#8217;altra fosse pienamente equivalente.

Ed invece successivamente, sia il Comitato di Proposta della SSIS Puglia che il Ministero hanno diversamente e illegittimamente opinato.

La SSIS, con deliberazione del 21.09.2007 ha dichiarato che &#8220;il corso per le attivit&#224; didattiche aggiuntive attinenti l&#8217;integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap&#8230; &#232; una dilatazione, ovvero una specializzazione dell&#8217;abilitazione gi&#224; conseguita nella/nelle classe/classi di concorso del corso ordinario delle SSIS e, pertanto, l&#8217;ammissione allo stesso &#232; riservata ai soli soggetti in possesso di abilitazione&#8221; conseguita presso le SSIS. Una sorta di specializzazione della specializzazione, insomma.

Da parte sua, il Ministero dell&#8217;Istruzione, tramite il Direttore Generale per l&#8217;Universit&#224;, con nota prot. n.2952 del 09.12.2008, ha sostenuto da un lato che i corsi di 400 ore sono riservati agli abilitati SSIS, e dall&#8217;altro che &#8220;al fine di consentire agli abilitati attraverso canali diversi dalla SSIS di conseguire il diploma di specializzazione sul sostegno sono state istituite ed attivate dalle Universit&#224; attivit&#224; integrative pari a 800 ore, ai sensi del D.M. 20.02.2002. Nelle suindicate attivit&#224; integrative i docenti possono acquisire quelle competenze socio-psico-pedagogiche che sono necessarie per conseguire la specializzazione per l&#8217;handicap e che gli studenti SSIS acquisiscono gi&#224; nel percorso SSIS&#8221;. Orbene, in realt&#224; il D.M. 20.02.2002 disciplina i corsi di 800 ore sempre nell&#8217;ambito delle SSIS, in favore di docenti abilitati &#8220;attraverso vari canali e sprovvisti di titolo specifico&#8221;. All&#8217;epoca dell&#8217;emanazione di tale decreto i corsi COBAS LID non erano ancora istituiti, essendolo stati solo nel 2004. Pertanto, i &#8220;vari canali&#8221; di cui parla il decreto devono essere necessariamente i diversi modi in cui si poteva accedere all&#8217;insegnamento prima di allora, ovvero i concorsi abilitanti, la laurea in magistero ecc.. Prova ne sia che quando il Ministero si &#232; posto il problema della parit&#224; di trattamento tra diplomati COBASLID e diplomati SSIS in materia di abilitazione al sostegno non ha fatto riferimento al D.M. del 2002 ma ha disciplinato i corsi sulla falsariga di quanto previsto per le SSIS, prevedendo 400 e non 800 ore di corso, al massimo estendibili a 520 in accordo con le SSIS, qualora non fosse presentato un lavoro monografico multidisciplinare (v. Decreti 31.10.2006 e 30.01.2007). Ne discende, qualora la normativa non fosse stata chiara, che sia i diplomati COBASLID che i diplomati SSIS conseguono la medesima preparazione, equipollente fra le due istituzioni, e che non vi &#232; alcuna necessit&#224; di &#65533; &#65533;acquisire quelle competenze socio-psico-pedagogiche che sono necessarie per conseguire la specializzazione per l&#8217;handicap e che gli studenti SSIS acquisiscono gi&#224; nel percorso SSIS&#8221; cui genericamente si riferisce il Direttore Generale per l&#8217;Universit&#224;, ma semplicemente di integrare le conoscenze gi&#224; acquisite mediante un apposito corso, cos&#236; come gi&#224; avviene per i diplomati SSIS.

In buona sostanza si tratta di riconoscere la parit&#224; di trattamento fra diplomati SSIS e COBASLID, perch&#233; in uno Stato di diritto non pu&#242; esistere una distinzione tra abilitati di serie A e abilitati di serie B, tra chi pu&#242; specializzarsi nel sostegno agli alunni portatori di handicap e chi non pu&#242; perch&#233; ha avuto la sfortuna di abilitarsi presso un&#8217;Istituzione Statale piuttosto che un&#8217;altra, cos&#236; come correttamente affermato nel D.M. 31.10.2006. Ne discende che, qualora vi sia l&#8217;inerzia delle Accademie di Belle Arti nell&#8217;avviare i corsi abilitanti per il sostegno in favore dei diplomati COBASLID, deve essere affermato il pieno diritto di questi ultimi a partecipare ai corsi organizzati SSIS, stante la piena equipollenza dei titoli acquisiti. Con l'ordinanza in commento, il TAR di Bari ha inteso proprio dar voce a questi &quot;insegnanti di serie B&quot;, ammettendo con riserva la ricorrente alla frequenza dei corsi SISS.
da Altalex 02-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Wed Mar 03 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/476</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Protesta dei sordi per lo stop del Tg4 all&#8217;edizione in Lis</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/478</link>
      <description>Sorpresa e disappunto da parte dell&#8217;Ente Nazionale Sordi, ente morale preposto in base alla legge alla rappresentanza e tutela dei sordi in Italia, per la prevista soppressione, a partire dal marzo 2010, del Tg4 in Lingua dei Segni. Una decisione che, sottolinea l&#8217;Ens, dopo 16 anni di regolari trasmissioni, toglie a una importante fetta di teleutenti sordi la possibilit&#224; di accedere alle informazioni in Lis. Ci&#242; appare ancor pi&#249; incomprensibile, secondo l&#8217;ente, a meno di un anno dalla ratifica da parte dell&#8217;Italia della Convenzione dell&#8217;Onu sui diritti delle persone con disabilit&#224;, che obbliga gli Stati membri a riconoscere nei rispettivi Paesi la Lingua dei Segni e a garantirne l&#8217;utilizzo nei mezzi di informazione. L&#8217;Ens, a nome dei sordi italiani, chiede a Mediaset e al direttore del Tg4 Emilio Fede di &#171;rivedere questa decisione e di continuare a garantire la fruizione di un tg molto seguito e amato, anche per essere stato il primo in Italia in Lingua dei Segni&#187; . L&#8217;Ens &#232; un&#8217;organizzazione che opera su tutto il territorio nazionale con 103 Sezioni Provinciali, 21 Consigli Regionali ed oltre 50 rappresentanze intercomunali. 
da Avvenire 03-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Wed Mar 03 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/478</guid>
    </item>
    <item>
      <title>In Fiera &#8220;Gitando.all&#8221; Turismo accessibile anche per i disabili</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/477</link>
      <description>VICENZA. L&#8217;edizione 2010 di &#8220;Gitando.all&#8221; si fregia del sigillo della Presidenza della Repubblica.
Il presidente Giorgio Napolitano ha concesso il premio di rappresentanza al secondo &#8220;Salone nazionale del turismo accessibile&#8221; ideato e realizzato dalla Fiera di Vicenza, in collaborazione con l&#8217;associazione &#8220;Village for all&#8221;, network europeo no profit di camping e villaggi turistici accessibili a tutti.
Un prestigioso riconoscimento che premia la particolare sensibilit&#224; degli ideatori e degli organizzatori del Salone, unico nel suo genere in Italia, verso i cittadini disabili o comunque con mobilit&#224; ridotta, con un&#8217;attenzione particolare alle loro esigenze di vita nell&#8217;ottica dell&#8217;accessibilit&#224;.
Il premio di rappresentanza &#232; infatti un riconoscimento formale di natura protocollare, con il quale, al pari di altre forme di adesione, viene manifestato il consenso del Capo dello Stato alle finalit&#224; perseguite da iniziative ritenute particolarmente meritevoli e di grande interesse sociale.
L&#8217;edizione 2010 di &#8220;Gitando.all&#8221;, in Fiera a Vicenza da domani a domenica nell&#8217;ambito di &#8220;Gitando&#8221;, il Salone del turismo e del tempo libero, dopo il successo del 2009 che ha registrato numeri sorprendenti in soli quattro giorni (30 mila visitatori, 160 atleti, 5 trofei, 5 olimpionici ospiti e due convegni) si preannuncia dunque ancora pi&#249; ricca di quella precedente.
Al Salone vicentino &#8220;Gitando.all&#8221; accanto alle proposte e agli itinerari per i disabili, &#232; in programma un articolato calendario di attivit&#224; per promuovere una rinnovata &#8220;cultura dell'accessibilit&#224;&#8221;.
Verranno infatti effettuati convegni di approfondimento, tornei ed esibizioni sportive, balli, percorsi ad ostacoli, e una coinvolgente attivit&#224; di animazione per i pi&#249; piccoli con lo scopo di trasmettere le nozioni basilari in termini di sicurezza e prevenzione attraverso il gioco e il divertimento.
Per ulteriori informazioni gli interessati possono visitare il sito www.gitando.it.
da Il Giornale di Vicenza 03-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Wed Mar 03 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/477</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Eldy, il sistema operativo &quot;over 60&quot;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/475</link>
      <description>Sempre pi&#249; anziani over60 si avvicinano alle nuove tecnologie e le aziende iniziano a fiutare le potenzialit&#224; di un mercato inedito: nascono software e sistemi semplificati e arrivano in commercio i primi pc a &quot;misura di anziano&quot;.
Inviare mail, consultare il web per apprendere e ricercare informazioni su prodotti e servizi, fare amicizia e trovare l'amore della propria vita: queste sono le principali attivit&#224; degli over 60 in Rete, secondo l'associazione Eldy onlus. Dati confermati anche da ricerche ISTAT 2009, che sottolineano il bisogno di comunicare da parte della terza et&#224;, e l'incremento nell'uso di chat e sistemi di messaggistica proprio da questa categoria di persone.
La riscossa informatica dei senior &#232; cominciata e con il software semplificato Eldy dedicato proprio a chi non ha dimestichezza con il computer e vuole mettersi al passo con le nuove tecnologie e i linguaggi delle generazioni pi&#249; giovani. Si scarica gratuitamente dal sito www.eldy.org e consente un accesso facilitato alle principali funzionalit&#224; del computer: il tutto con caratteri grandi, percorsi di navigazione intuitivi e contrasti cromatici che agevolano gli ipovedenti.
''Il desktop afferma la presidente di Eldy onlus Anna Bianco viene semplificato in sei bottoni, che portano in modo intuitivo all'uso di mail, internet, chat, documenti, videochiamate, videocollegamento a tv e foto. Questo software &#232; l'unico progetto italiano che ha ricevuto il riconoscimento da parte della Comunit&#224; Europea nell&#8217;ambito del programma EInclusion. Da pi&#249; di 5 anni promuoviamo l&#8217;inclusione sociale di persone meno giovani e di persone con disabilit&#224;: non solo con le parole o con le campagne di sensibilizzazione, ma con i fatti. Ad oggi, dal 2008, sono state effettuate 200.000 installazioni, migliaia sono gli anziani che hanno trasformato gli amici virtuali in amici reali e che trovano nella comunit&#224; di Eldy uno strumento per aiutare ed essere supportati. 200.000 persone che avevano bisogno di comunicare, di parlare, di ascoltare e di essere ascoltate, di sentirsi parte attiva in un mondo che non aspetta nessuno''.
L'associazione ha stretto delle collaborazioni anche con alcune Regioni: ''La Regione Lombardia ad esempio&quot;, afferma la presidente &quot;distribuir&#224; un milione di cd con il programma Eldy ed un primo lotto &#232; stato gi&#224; distribuito in allegato ad alcuni quotidiani&quot;. Anche le aziende cominciano ad interessarsi alla fascia di mercato della popolazione anziana, producendo e mettendo sul mercato pc ad hoc. Utilizza il programma Eldy il computer touchscreen prodotto dalla azienda italiana Vegan Solutions, e l'azienda informatica britannica Simplicity ha colto l'opportunit&#224; di un hardaware a basso costo per installare Eldy nella sua versione per Linux.
Eldy &#232; nato in Italia, a Vicenza, ed &#232; interamente in italiano; &#232; un freeware, cio&#232; non ha alcun costo a tempo indeterminato, e non ha contenuti pubblicitari. 
da La Repubblica 01-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 02 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/475</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sostegno, la Consulta boccia i tagli: ritornano le ore in deroga</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/474</link>
      <description>La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimit&#224; del tetto massimo al numero di docenti di sostegno senza la possibilit&#224; di assegnare ore in aggiunta agli alunni con grave e certificata disabilit&#224;. Nocera (Fish): &quot;L'integrazione non &#232; solo nel sostegno&quot;

ROMA. No al tetto massimo di docenti per il sostegno senza la possibilit&#224; di deroghe: arriva dalla Corte Costituzionale un importante pronunciamento in materia di inclusione degli alunni con disabilit&#224;. La Suprema Corte ha infatti dichiarato l'incostituzionalit&#224; dell'art. 2 commi 413 e 414 della legge 244/08 che fissava un tetto massimo al numero di docenti da nominare annualmente per il sostegno vietando contestualmente la possibilit&#224; di assegnare ore in aggiunta a quelle fissate in organico di diritto. La vicenda era cominciata davanti al Tar di Catania, che aveva negato la richiesta di ore aggiuntive (rispetto a quelle concesse dall'Ufficio scolastico) ad un'alunna con certificazione di grave disabilit&#224; (si parla di &quot;ritardo psicomotorio e crisi convulsive da encefalopatia grave) con la motivazione che la legge 244/08 aveva abrogato la possibilit&#224; di deroghe e la concesione di ore aggiuntive, precedentemente consentita.

La famiglia dell'alunna era ricorsa in appello al Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana, che aveva deciso la non manifesta infondatezza della questione, rinviando il tutto alla Corte Costituzionale. La Consulta ha ora deciso per l'incostituzionalit&#224; con la sentenza 80/2010 depositata il 26 febbraio scorso: le norme sono in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione che impone una differente valutazione delle effettive esigenze a seconda della gravit&#224; della situazione di disabilit&#224;, con l'art. 24 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilit&#224; che riconosce il diritto all'inclusione scolastica, con gli articoli 2, 10, 34 e 38 della Costituzione, con altre leggi ad iniziare dalle legge 104/92, come interpretata dalla costante giurisprudenza della stessa Corte ed in particolare dalla sentenza n. 215/87.

La Corte ha respinto le obiezioni dell'Avvocatura dello Stato, che difendendo la norma affermava che il legislatore ha la discrezionalit&#224; di decidere come regolare il diritto allo studio anche degli alunni con disabilit&#224;, fissando un rapporto medio nazionale di un posto di sostegno ogni due alunni certificati con disabilit&#224;. La Suprema Corte ha invece affermato che l'integrazione scolastica &#232; un diritto costituzionalmente garantito per gli alunni con disabilit&#224; e che si realizza fondamentalmente tramite l'assegnazione di docenti per il sostegno secondo le &quot;effettive esigenze&quot; di ciascuno e non secondo un rapporto medio nazionale. Pertanto secondo la Corte - la situazione di gravit&#224; richiede una quantit&#224; di risorse maggiore rispetto a chi non si trova in tale situazione. La discrezionalit&#224; in materia del legislatore, afferma la Consulta, incontra un limite invalicabile nel nucleo essenziale del diritto allo studio costituzionalmente garantito, che &#232; costituito, in tal caso, dal rispetto delle &quot;effettive esigenze&quot; imposte dalla situazione di gravit&#224;.

Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, il ministero dovr&#224; rivedere la normativa amministrativa sulla riapertura delle deroghe e le famiglie potranno richiedere, se motivate, ore aggiuntive di sostegno. Il tutto entro il mese di giugno, dal momento che in luglio il ministero dovr&#224; assegnare le ore documentate e richieste. &quot;La decisione della Corte spiega Salvatore Nocera, vicepresidente Fish - avrebbe potuto essere meno negativa per il ministero, se lo stesso avesse potuto dimostrare che le risorse necessarie al diritto allo studio non sono solo le ore di sostegno, ma anche la presa in carico del progetto di integrazione da parte di tutti i docenti della classe: ma il dicastero di viale Trastevere non era e non sar&#224; mai in grado di poter sostenere ci&#242;, poich&#233; manca una norma che renda obbligatoria per tutti i docenti la formazione iniziale ed in servizio sulla didattica dell'integrazione&quot;.

&quot;Cos&#236; continua Nocera - in attesa che il ministero si decida a formulare queste norme d'intesa coi sindacati, esso si vedr&#224; costretto ad assegnare sempre pi&#249; ore di sostegno ed in caso di diniego a soccombere nei giudizi, che lo stanno continuamente condannando non solo alla rifusione delle spese di causa, ma anche al risarcimento dei danni non patrimoniali dovuti alla sofferenza subita dagli alunni per l'insufficiente rispetto del loro diritto allo studio&quot;. Da un lato insomma, precisa il vicepresidente Fish, tale &quot;giusta decisione non ripaga delle ansie e dei fastidi le famiglie che hanno dovuto sottoporsi alla trafila giudiziaria, n&#233; quelle che, per mancanza di mezzi economici, hanno dovuto rinunciare ai ricorsi&quot;. Senza considerare che, conclude Nocera, &quot;per colpa del ministero si continua a rafforzare l'erronea convinzione che l'integrazione scolastica si effettua solo con la risorsa delle ore di sostegno&quot;.
da Redattore Sociale 01-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 02 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/474</guid>
    </item>
    <item>
      <title>&quot;L'Agenda Ue 2020 preveda l'adozione del Patto di stabilit&#224;&quot;</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/473</link>
      <description>Lo chiedono l'intergruppo sulla disabilit&#224; del Parlamento Europeo e Yannis l'European Disability Forum, in una lettera aperta: &quot;Consentirebbe di definire obiettivi concreti e raggiungibili su protezione, inclusione sociale e l'occupazione&quot;

BRUXELLES - &#200; prevista per questa settimana la pubblicazione, da parte della Commissione Europea, della bozza per una nuova Agenda Ue 2020, la cosiddetta strategia post Lisbona. Adam Kosa, presidente dell'intergruppo sulla disabilit&#224; in Parlamento Europeo, e Yannis Vardakastanis, presidente dello European Disability Forum, hanno indirizzato una lettera aperta al presidente della Commissione, Jos&#233; Manuel Barroso, e al presidente stabile del Consiglio della Ue, Herman van Rompuy, in cui chiedono che il documento che delineer&#224; la strategia dell'Ue nel prossimo decennio includa un riferimento esplicito all'adozione del Patto europeo sulla disabilit&#224;.

Nella lettera si esprime inoltre il bisogno di stabilire obbiettivi concreti e misurabili e di intraprendere iniziative specifiche in favore dell'integrazione dei disabili in tutte le aree di competenza dell'Unione Europea. &quot;Il Patto chiedono Kosa e Vardakastanis dovrebbe rientrare nella sezione della strategia 2020 riguardante la crescita inclusiva&quot;. Prevedere esplicitamente nell'Agenda 2020 la sua adozione consentirebbe di adottare una legislazione europea sempre pi&#249; attenta ai bisogni delle persone con disabilit&#224;, definire obiettivi concreti e raggiungibili in aree quali la protezione e l'inclusione sociale e l'occupazione, garantire un maggior coordinamento fra l'Ue e gli Stati membri, stabilire meccanismi di controllo e monitoraggio delle misure che verranno intraprese e favorire il coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilit&#224;. &quot;Come sottolineato da una recente opinione del Comitato Economico e Sociale si legge nella lettera la pari t&#224; di accesso e di opportunit&#224; per le persone disabili all'istruzione, all'occupazione e a tutti i beni e servizi &#232; imprescindibile&quot;.

Infine Kosa e Vardakastanis reiterano la richiesta di depositare la ratifica Ue della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilit&#224; e di passare finalmente dalla teoria alla pratica per quel che riguarda il suo pieno esercizio. &quot;Servono politiche adeguate per il miglioramento della situazione socioeconomica dei disabili europei si sottolinea nella lettera perch&#233; solo attraverso un tale miglioramento passa l'effettiva attuazione dei dettami della Convenzione Onu. Se la strategia dell'UeE per il 2020 non riconosce la necessit&#224; di un Patto per la Disabilit&#224;, la creazione di un'Europa delle pari opportunit&#224; &#232; destinata al fallimento&quot;. 
da Redattore Sociale 01-03-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Tue Mar 02 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
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      <title>Un telefonino traduttore per i non udenti</title>
      <link>http://blindsight.eu/notizias/472</link>
      <description>NAPOLI. Innovazioni mediche e tecnologiche ma carenza dei servizi, questo &#232; emerso nell'ambito dei due giorni di lavori relativi alla prima Conferenza Regionale Ens - Ente Nazionale Sordi, che si &#232; tenuta a Napoli presso il Tiberio Palace. Tante le problematiche discusse, e molteplici le soluzioni proposte, assieme a innovativi risultati medici per effettuare una terapia corretta. Il dottor Arcadio Vacalebre del Policlinico di Napoli, ad esempio, ha mostrato l'utilizzo di una nuova audioprotesi, e di un traduttore che, piccolo e maneggevole come un telefonino, sarebbe in grado di tradurre i suoni in parole scritte e viceversa, favorendo la comunicazione tra so rdi e persone udenti. Ma ci&#242; che &#232; emerso prepotentemente &#232; il disinteresse ancora forte delle istituzioni verso questa categoria di persone affette da una disabilit&#224; che non si vede.
da Corrieredel Mezzogiorno 28-02-2010</description>
      <author>Blindsight News</author>
      <pubDate>Mon Mar 01 00:00:00 +0100 2010</pubDate>
      <guid>http://blindsight.eu/notizias/472</guid>
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